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Aggiornato il 16.10.2025
alle 12:59

Indicazioni Nazionali: il Consiglio di Stato segnala un paio di locuzioni che sembrano contrastare con la Costituzione

Reginaldo Palermo

Nel testo delle nuove Indicazioni nazionali c’è un riferimento ad una norma costituzionale che definire impreciso è davvero poco.

La segnalazione arriva dal Consiglio di Stato che nel suo parere “bacchetta” piuttosto severamente la Commissione Perla e lo stesso Ministero.
Ad un certo punto, infatti, nel testo delle Nuove Indicazioni ci sono queste due locuzioni:
Per garantire a tutti i cittadini pari condizioni di accesso all’istruzione” e
Assicura a tutti i cittadini l’istruzione obbligatoria di almeno otto anni (art. 34)”.
Per la verità – osserva il Consiglio di Stato – è necessario che questi due passaggi vengano resi coerenti con il testo autentico della Costituzione che, al primo comma del articolo 34, dice precisamente: “La scuola è aperta a tutti”.
Può sembrare, quella del Consiglio, una pedanteria ma così non è perché dire che l’istruzione obbligatoria riguarda tutti i cittadini è cosa ben diversa dall’affermare che riguarda tutti.
In questo secondo caso, infatti, significa che l’obbligo riguarda tutti i soggetti, indipendentemente dal fatto di essere o non essere i cittadini italiani.
La differenza è notevole, perché dire che l’obbligo riguarda i cittadini potrebbe escludere dall’obbligo bambini e bambine che arrivano da Paesi stranieri in quanto, al momento, del loro ingresso non hanno ancora acquisito la cittadinanza.
Ribadire invece che l’istruzione obbligatoria riguarda tutti assume un connotato ben diverso.

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