In queste settimane molte scuole hanno pubblicato i cosiddetti interpelli, che sostituiscono le Mad: si tratta di avvisi che indicano la ricerca di un docente con determinati titoli per una determinata cattedra. Come riporta La Repubblica, a rispondere sono le figure più disparate.
A presentarsi sono stati, ed esempio, baristi, fornai, pasticceri, ma anche manager di azienda o comunque profili che poco hanno a che vedere con l’ambito scolastico. Il dirigente di un istituto di Milano ha raccontato: “Accanto a profili con titoli coerenti, arrivano domande da baristi, parrucchieri o addirittura da chi si presentava come ‘family ceo’, cioè casalinghe che sostengono che aiutare i figli nei compiti sia una credenziale sufficiente per fare l’insegnante. Così passa il messaggio che chiunque possa fare il maestro. Tutte le professioni sono nobili, ma devono esserci dei requisiti per insegnare”.
Un’altra dirigente è sulla stessa linea: “Sono arrivate 400 candidature. Almeno il 20 per cento erano profili del tutto non affini, come pasticceri o persone provenienti dal mondo della moda. Alla fine siamo riusciti a coprire tutto, ma le candidature sono decisamente poco omogenee. Anche se non è detto che chi ha più carte in regola sia sempre il migliore in aula”.
Il nuovo anno scolastico è appena partito e per tantissimi docenti il futuro è ancora un’incognita. Quali saranno le prossime procedure che riguardano chi è in GPS? Come funziona con le graduatorie d’istituto? Chi deve fare gli interpelli?
Abbiamo fatto il punto della situazione nel corso della diretta della Tecnica risponde live di venerdì 12 settembre. Ospite Marco Vulcano del Centro Nazionale Flc Cgil.
A questa domanda, l’esperto ha risposto: “L’ordinanza ministeriale 88, che norma le GPS e le graduatorie d’istituto, stabilisce i preavvisi per le convocazioni. Per incarichi superiori ai 30 giorni, il preavviso per l’accettazione deve essere di 24 ore, mentre per incarichi inferiori è di 12 ore. Sebbene l’ordinanza non menzioni espressamente gli interpelli riguardo a queste tempistiche, per analogia si dovrebbero rispettare le medesime. Il mancato rispetto di tali termini è un’irregolarità, e la scuola dovrebbe ottemperare. Inoltre, dopo l’accettazione, sono previste altre 24 ore per la presa di servizio per incarichi superiori a 30 giorni e 12 ore per quelli inferiori.”.