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Iscrizioni, 200 domande su 82 posti in un liceo: sospetto residenze “fasulle” inserite dai genitori, parla la ds

Siamo in periodo di iscrizioni: potranno essere inviate, dai genitori, fino al 21 febbraio, non più fino al 14 come stabilito dalla nota di ieri, 12 febbraio, che ha prorogato il termine. In un liceo di Roma, uno dei più prestigiosi, si sta verificando una situazione molto particolare.

La lista d’attesa

Come riporta Il Corriere della Sera, le tre sezioni del liceo scientifico sono state prese d’assalto con 200 domande, a fronte di 82 posti disponibili. Un numero che ha costretto i vertici dell’istituto a rigettare le domande di 118 ragazzi, scatenando le polemiche dei genitori.

Gli ultimi esclusi sono stati contattati l’11 febbraio: “Siamo costretti a respingere la vostra domanda di iscrizione. Possiamo inserirvi in lista d’attesa oppure in autonomia potete ritirare le richieste e provare in un’altra scuola”, ha comunicato loro la segreteria

Le polemiche dei genitori

Con 40 posti già assegnati (tra ragazzi diversamente abili e chi ha già fratelli o sorelle presenti nel liceo), ne restano altri 42 per l’anno prossimo. Una situazione che ha ricevuto polemiche tra i genitori. Tra loro c’è chi dubita dei criteri adottati per selezionare gli studenti: “È una situazione abbastanza spiacevole. L’anno scorso c’è stata un’estensione molto più ampia. Il criterio di selezione si fermava a chi abitava a un raggio di distanza di due km dal liceo mentre adesso chi vive a circa 950 metri non rientra nell’elenco. Questo toglie alla scuola la sua funzione di quartiere”, dice il papà di uno studente in lista d’attesa.

“C’è sempre stata una questione di ‘overbooking’, ma rispetto all’anno scorso c’è un boom di richieste e qualcosa non torna. Il sospetto che siano stati inserite residenze ‘fasulle’ da alcuni genitori pur di far entrare i figli al liceo c’è”, racconta un’altra mamma.

La replica della dirigente scolastica

Intanto la dirigente scolastica ha promesso di approfondire la questione con gli enti preposti: “Siamo stati costretti a ridurre la distanza tollerata tra l’indirizzo della scuola e quello della residenza per ragioni di spazio. Come da norma mandiamo tutti i dati all’anagrafe, o al municipio, in modo che controllino la veridicità delle autocertificazioni. Qualora si verificasse il falso la domanda verrebbe rigettata. Per i 40 ragazzi chiederò il controllo delle residenze come ogni anno”. Nel frattempo, cresce il malcontento tra le famiglie, che hanno scritto alla preside del Municipio, Lorenza Bonaccorsi.

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