Breaking News
14.11.2025

Jolanda Renga vittima di un ricatto online: educazione affettiva a scuola sin da piccoli

Gabriele Ferrante

La notizia è rimbalzata da un social all’altro e anche i giornali hanno dato largo spazio alla notizia: Jolanda Renga, la figlia di Francesco Renga e Ambra Angiolini, è stata ascoltata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Cos’è successo è presto detto, la giovane è stata vittima in questi giorni di un tentativo di ricatto e di una valanga di insulti dei soliti haters. Jolanda Renga, con accanto la madre, ha spiegato i fatti alla Commissione parlamentare: in stretta sintesi la ragazza ha ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto con un prefisso americano. Qualcuno la minacciava di pubblicare delle sue foto senza veli se non gli avesse versato diecimila euro. Jolanda era tranquilla, perché, come ha dichiarato, non esistono foto che la ritraggano nuda. Tuttavia in quell’istante si è sentita senza difese, in imbarazzo di fronte alla parola ‘nuda’.

Comincia con queste parole – riferisce Ansa –  la testimonianza davanti ai parlamentari della giovane di 21 anni che ha raccontato di essersi sentita vulnerabile e colpita in quello che ha descritto come il punto più fragile, la sua dignità. “In quel momento – continua la ragazza – ho avuto paura che anche se manipolate le foto sarebbero state pubblicate e io non avrei potuto farci niente”. La paura era che un uso distorto dell’intelligenza artificiale, come avvenuto nei casi più recenti di foto di donne spogliate con l’Ai e pubblicate su siti sessisti, potesse coinvolgerla e proiettarla in un tunnel dal quale è difficile uscire.

Secondo Renga ci sono sempre due costanti che accompagnano la diffusione di queste immagini vere o manipolate: “le migliaia di ricondivisioni sui social e sui gruppi, nel privato, e i giudizi terribili che scavano dentro di te come persona”. Reazioni che non sono quasi mai di empatia, anzi spesso di scherno, di accusa e di violenza verbale, ha precisato la ragazza.

Jolanda, infatti, nei giorni successivi alla denuncia pubblica, è stata costretta a subire anche l’odio della rete. Così, davanti alla Commissione, ha deciso di leggere alcuni dei commenti ricevuti dagli haters che non stiamo qui a ripetere perché ciascuno li può immaginare.

La ragazza, nel rispondere alle domande dei membri della Commissione, ha poi sottolineato anche il compito della scuola, fondamentale per educare all’affettività. La speranza della giovane è che anche gli studenti di oggi, così come è avvenuto con lei negli anni scorsi, “possano avere l’opportunità di confrontarsi con degli adulti formati e specializzati”, sin da quando si è piccoli.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate