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L’atto di indirizzo del ministro Profumo al termine del mandato

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Il primo compito del futuro governo dovrà essere quello di “adeguare la durata dei percorsi di istruzione agli standard europei”, e cioè ridurre di un anno il percorso complessivo degli studi. Profumo, dopo avere implementato una commissione per studiare proprio questa tematica, lascia scritto nero su bianco al suo successore che “occorre superare la maggiore durata del percorso di studi in Italia procedendo alla relativa riduzione di un anno in connessione anche alla destinazione delle maggiori risorse disponibili per il miglioramento della qualità dell’offerta formativa”.
Fra le priorita’ di Profumo c’è anche quella di “completare l’attuazione del sistema di valutazione” e supportare la formazione di docenti e personale
scolastico.
Più borse di studio per sostenere chi vuole studiare senza averne le possibilità economiche, ma anche più prestiti d’onore per aiutare i meritevoli. Questa la linea indicata da Profumo, che chiede sostegno per la Fondazione per il merito voluta dall’ex ministro Gelmini per erogare proprio premi di studio e prestiti d’onore ai capaci su base concorsuale.
Profumo chiede di proseguire con il processo di “modernizzazione della scuola” nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda digitale. Aule 2.0 e tablet in classe devono restare un obiettivo urgente.
Inderogabile per Profumo e’ anche la modernizzazione del ministero dell’Istruzione. con razionalizzazione logistica delle sedi periferiche e procedure sempre più informatizzate. Vanno poi inseriti in organico “statistici, ingegneri” per migliorare la gestione delle performance del dicastero.
Profumo chiede anche di responsabilizzare gli atenei attraverso nuove regole di governo delle università e di contabilità. Il sistema deve poi saper attrarre più risorse europee.
Migliorare l’accesso ai fondi europei e la capacità di enti e università di utilizzarli è un altro punto urgente indicato da Profumo nel suo atto di
indirizzo. Così come il sostegno alla imprenditorialità tecnologica e gli sgravi fiscali per chi sostiene la ricerca.
Immediata la reazione dell’Anief “no al ‘lascito’ di Profumo che riduce di un anno la durata della scuola pubblica”. E poi aggiunge: “Che autorità ha un Ministro dimissionario per indicare al prossimo Governo una linea di indirizzo orientata al risparmio, auspicando la riduzione di un anno del percorso di studi scolastici, travestendola con delle buone intenzioni?”
“Se Profumo fosse tornato a promuovere anche l’utilità dall’abolizione legale del titolo di studio, avremmo assistito ad un commiato in perfetto stile Governo ‘taglia-scuola pubblica’. La verità è che stiamo assistendo a delle indicazioni finali di un esecutivo tecnico che, francamente, lasciano sconcertati. Peraltro rilasciate in un momento – conclude il presidente dell’Anief – in cui vi sarebbe un bisogno estremo di ‘conoscenza’ per rilanciare il sistema Paese”.