Home Concorsi L’inutilità del Tfa e il paradosso dei prof di strumento musicale

L’inutilità del Tfa e il paradosso dei prof di strumento musicale

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Decine di migliaia sarebbero i ricorrenti sprovvisti di abilitazione che, in seguito ai primi esiti positivi dati dal Tar del Lazio ai non abilitati, verranno con ogni buona probabilità ammessi con riserva, alle procedure concorsuali.

E in evidenza di ciò, si chiedono  docenti abilitati, per quale motivo, esattamente, ci si è dovuti abilitare se il senso della stessa abilitazione era quello di poter poi accedere, in esclusiva, al famoso concorso a cattedra?

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Anche Il Fatto Quotidiano pone l’interrogativo, perché sono stati in molti coloro che si sono rivolti al giornale ponendo l’interrogativo.

I più arrabbiati, scrive il Fatto, tra le varie tipologie di abilitati, sono poi quelli che hanno conseguito l’abilitazione stessa tramite il Tfa per il quale hanno speso, oltre a un minimo di 2.500 € di tasse d’iscrizione, anche tempo, risorse di ogni tipo impiegate per conseguire un’abilitazione che, di fatto, ora viene squalificata, annullata, dalle sentenze emesse dal Tar a favore dei ricorrenti privi di abilitazione.

Nel frattempo però tutti chiedono a gran voce che gli abilitati vengano a questo punto immessi direttamente in ruolo, in quanto provvisti di un titolo che, a conti fatti, non risulta più indispensabile per la partecipazione al concorso a cattedra. Gli stessi si sentono, a pieno titolo, truffati dallo Stato, e la protesta li sta portando in queste ore a ipotizzare la possibilità di un risarcimento vero e proprio da chiedere al Ministero di competenza, il Miur, qualora le misure cautelari del Tar dovessero trovare buon esito il 7 e 21 aprile prossimi, dando di fatto pieno titolo di partecipazione al concorso ai non abilitati.

A questo macro problema va ad aggiungersene l’altro relativo alle discipline musicali, i quali  rischiano di ritrovarsi in commissione giudicatrice i loro diretti concorrenti per l’assegnazione delle cattedre nei Licei musicali.

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Con l’Art. 5 comma 3 dell’allegato al bando di concorso per i requisiti dei componenti delle commissioni giudicatrici, il Miur da infatti la possibilità a chiunque abbia insegnato per almeno due anni in un Liceo Musicale di andare a comporre le commissioni giudicatrici del concorso a cattedra. Il problema sorge infatti in quanto gli stessi docenti che hanno finora insegnato nei Licei musicali lo hanno fatto, in moltissimi casi, in virtù di mere utilizzazioni, tali cioè fino alla messa a bando delle stesse cattedre che, solo temporaneamente, quei docenti hanno ricoperto. Un conflitto d’interessi del quale il Miur dovrebbe dare spiegazione, piuttosto che avviare contrattazioni coi docenti utilizzati atte a garantir loro la permanenza nei Licei musicali, i cui posti, le cui cattedre, lo stesso Miur ha voluto mettere a bando.

Intanto gli abilitati in discipline musicali stanno attendendo che le commissioni giudicatrici vengano rese pubbliche per andare a controllare i nomi dei loro componenti e assicurarsi così che non si delineino profili d’illegittimità: non è possibile infatti attendersi di essere giudicati correttamente, in modo obiettivo, dai primi interessati a mantenere la stessa cattedra per la quale il candidato di turno intende superare il concorso.