L’opposizione alla riforma Valditara dilaga. A una settimana dal lancio, l’appello della Rete degli Istituti Tecnici in mobilitazione di Torino e Provincia ha già raccolto oltre mille firme, tra centinaia di docenti e personale ATA, genitori eletti nei Consigli d’Istituto e oltre cinquanta delegati sindacali negli istituti torinesi.
Tra le famiglie firmatarie cresce la rabbia di chi ha iscritto i propri figli a gennaio sulla base di quadri orari e indirizzi precisi, salvo vederli stravolti in corso d’opera dalla modifica dei piani di studio imposta dalla riforma. Un cambiamento delle regole a giochi fatti che sta generando smarrimento e protesta.
Un presidio — che si annuncia molto partecipato — è fissato per le 14:30 di lunedì 20 aprile di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. Tra le richieste immediate c’è quella di essere ricevuti dal Direttore Generale dell’USR per presentargli le rimostranze delle scuole e chiedergli di riferire al Ministro che il personale degli istituti, sostenuto dalle famiglie, è pronto a iniziative clamorose se a Viale Trastevere si continuerà a ignorare le istanze delle comunità scolastiche.
L’iniziativa di Torino è già diventata un esempio per la vicina provincia di Cuneo, che scenderà in piazza martedì 21, e attestazioni di solidarietà arrivano da altre regioni d’Italia che stanno iniziando a mobilitarsi.
La Rete degli Istituti Tecnici in mobilitazione di Torino e Provincia invita a non farsi ingannare dalle promesse di Valditara che hanno portato alcune sigle sindacali a sospendere lo stato di agitazione: la mobilitazione prosegue perché i nodi restano irrisolti. Sotto accusa il taglio del tempo scuola, lo smantellamento del biennio comune, la riduzione delle discipline umanistiche e scientifiche e anche la logica aziendalista che accomuna il riordino dei quinquennali alla “filiera 4+2”.
Mozioni contrarie alla riforma sono già state votate nei collegi docenti di numerosi istituti della provincia, tra cui Bodoni-Paravia, Bosso-Monti, Santorre di Santarosa, Pininfarina di Moncalieri, Majorana di Grugliasco, Amaldi-Sraffa di Orbassano, Natta di Rivoli e Curie-Levi di Collegno.
Al presidio aderiscono le federazioni locali di FLC Cgil, Cub Sur, Cobas Scuola, USB Scuola e FGU Gilda Unams, con il sostegno dell’Assemblea Scuola Torino.
La Rete degli Istituti Tecnici di Torino e Provincia invita la cittadinanza a partecipare per chiedere il ritiro immediato dei provvedimenti.
Assemblea Scuola Torino