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La Flc-Cgil pronta a difendere il prof di Pordenone reo di aver accusato i ministri

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Anche i vertici della Flc-Cgil esprimono solidarietà al professor Trotta di Pordenone, che dopo aver espresso una dura critica, sul Messaggero Veneto, a proposito della riforma dell’esame di Stato, chiedendo che venissero piuttosto “riformati i ministri Gelmini e Brunetta”, si è ritrovato al centro di un’interrogazione avviata dal parlamentare del Pdl Manlio Contento: il segretario generale della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, parla di “vicenda surreale” e se la prende prima con quest’ultimo: “è un ulteriore segnale preoccupante della deriva autoritaria che s’intende imporre nella società e nelle scuole. Quel solerte parlamentare chiede sanzioni disciplinari nei confronti di un docente, rappresentante sindacale della Flc-Cgil, solo per aver esercitato il proprio diritto di critica sancito dalla nostra Costituzione. L’on. Contento farebbe bene ad occuparsi delle conseguenze devastanti che le politiche del Governo stanno determinando sulla scuola pubblica e sui precari anziché perdere il suo tempo a esercitare censure che ci riportano al periodo fascista”.
Pantaleo si è quindi scagliato contro quei “ministri di questa Repubblica” a cui “può essere consentito attaccare quotidianamente la dignità dei lavoratori pubblici e dei precari. Mentre a Michele Trotta dovrebbe essere imposto il bavaglio”.
Il sindacato annuncia, infine, che qualora dovesse avviarsi un procedimento disciplinare nei confronti del docente di scuola superiore di Pordenone, lo respingerà con tutte le sue forze: “siamo pronti a ricorrere al Capo dello Stato, quale garante della Costituzione, se dovessero essere prese sanzioni disciplinari del tutto illegali nei confronti di Michele Trotta. Non ci faremo intimidire da nessuno e come sempre saremo intransigenti e decisi nella difesa della democrazia”. A quanto risulta, ad oggi l’Usr del Friuli avrebbe solo avviato un’indagine su quanto accaduto.