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La pausa caffè e…buona scuola!

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Il rito del caffè è un dovere italiano e non c’è ufficio nel belpaese che non sia stato in passato munito di caffettiera e tazzine pronte all’uso per la pausa caffè. Ora la caffettiera convive con i più moderni distributori automatici sistemati per la maggior parte delle volte all’ingresso degli uffici ma la “pausa caffè” conserva la sua funzione “social” di sempre.

Del resto alla pausa caffè è stata dedicata anche una sitcom “camera cafè” interamente ambientata davanti ad una macchinetta. Accade dunque che anche nelle scuole la pausa caffè all’interno dell’istituto sia un momento importante. E così ci sono scuole, come quelle alberghiere, che hanno al loro interno un bar che provvede alla distribuzione della bevanda eccitante.

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Gli allievi di sala-bar in genere seguiti dai docenti d’indirizzo fanno così lezioni pratiche coniugando didattica e rendendo allo stesso tempo un servizio. Davanti a questo tipo di insegnamenti è inevitabile fare una curiosa osservazione: non è il classico quaderno dove scrivere il supporto didattico dell’allievo ma è il professore che assaggia il suo caffè che diventa così lo strumento per studiare e imparare.

Ci sono scuole dove addirittura si sono creati i gruppi WhatsApp “Pausa Caffè” e nei quali l’animatore registra le richieste per avvertire il bar all’esterno a cui invia l’elenco dei caffè etc. da portare all’ora x. Così pure c’è il super tecnologizzato che con il suo iPhone avverte tutti che “il caffè è pronto” anche se spesso il suo messaggio è anticipato dall’aroma inconfondibile che si è intanto diffuso nei corridoi.

Se è vero come è vero che l’orario dei docenti è spesso sistemato con tante “ore buche” e che fra docenti in utilizzazione e potenziamento le pause sono tante, non fa meraviglia pensare che il consumo del caffè quest’anno possa essere aumentato.

Una buona occasione per intensificare e valorizzare uno scambio d’opinione fra i colleghi sulle attività da svolgere, il confronto su cui pare la scuola del nuovo millennio intende puntare insieme a tante altre novità.

Sui benefici del caffè sulla salute evitiamo di soffermarci: fa bene? Fa male? Lo diranno i docenti di scienze degli alimenti. Non c’è dubbio però che il caffè incentiva a relazionarsi, anche per pochi minuti davanti a un distributore automatico. Un’ultima annotazione: un tempo una macchinetta prima che venisse inserita la monetina per ottenere la bevanda desiderata, presentava il seguente messaggio: “prendi una bevanda al caffè e riparti di slancio !!”.

Se la stessa macchinetta si trova oggi a Trastevere, sede del MIUR, certamente qualcuno avrà proposto di “riformare” il testo con “prendi una bevanda al caffè e…buona scuola !!”. Amara o dolce, – aggiungiamo noi – è solo questione di gusti.