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La scuola in rosa

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Ridateci il maestro o i maschi saranno dei disadattati, addirittura tagliati fuori dal mondo accademico: sarebbe questa la conclusione di un report inglese di Hepi (Higher Education Policy Institute) secondo il quale l’eccessivo « dominio delle donne nella forza-lavoro scolastica è probabile che giochi un ruolo nelle scarse performance dei ragazzi rispetto alle ragazze».

In pratica le performance sempre più deludenti dei maschi dipenderebbero anche dalla prevalenza di donne nel mondo della scuola

«Così come le prestazioni dei ragazzi alla maturità sono peggiorate rispetto a quelle delle ragazze, allo stesso modo è aumentata la proporzione di docenti donne a scuola», spiegano i ricercatori, così come riporta il quotidiano Il Giornale.

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«Rimango istintivamente convinta che, come in qualsiasi altro ambito della vita, lo squilibrio di genere procurerà ulteriore squilibrio».

Dal Regno Unito all’Italia il fenomeno della «femminilizzazione» della scuola non è nuovo. Quattro università su cinque hanno più studentesse che studenti in Gran Bretagna. Il dato italiano (fonte Miur, anno accademico 2014/2015) conferma la tendenza: sono 929.527 le femmine che compongono la popolazione universitaria contro 723.065 maschi iscritti nelle nostre università. Lo stesso vale per le matricole 141.379 femmine e 113.915 maschi. Poi c’è la classe insegnante: ci sono 455mila docenti nelle scuole pubbliche della sola Inghilterra e il 74% è donna (fino al 1993 gli uomini erano la maggioranza). Anche in Italia le prof sfiorano l’80% del corpo docente.

«Superare il vuoto di figure maschili nella scuola potrebbe certamente migliorare i rendimenti scolastici dei maschi e appassionarli di più», spiega lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai.

 

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«Anche loro hanno bisogno di modelli di ruolo che favoriscano l’accesso all’età adulta. Modelli diversi aiuterebbero a scardinare cliché che vedono gli uomini rinchiusi dentro un mondo di azione e le donne dentro un mondo di narrazione».

«I ragazzi necessitano di un esempio, forse più delle ragazze. I maschi cercano e hanno bisogno del fascino del leader, dell’allenatore o dell’eroe sportivo. Non solo. Un uomo che insegna è la prova che la cultura non è fuori moda, affare di altri. Vedere all’opera un docente maschio, una figura che stimano, li aiuta certamente a immedesimarsi e a rendere di più».

«Di certo la polarizzazione di un ambiente può avere delle controindicazioni».

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