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16.02.2026

Spritz a colazione, l’ultima moda studentesca: così calano attenzione, memoria e rendimento a scuola

Gli studenti durante le prime ore sono poco lucidi e motivati? Non sempre è colpa del sonno. Una delle “mode” giovanili dell’ultimo periodo è quella di consumare uno spritz a colazione, prima della campanella. A lanciare l’allarme è stato l’Osservatorio sugli stili di vita Mohre, che ha anche identificato chi rientra maggiormente in questa pessima tendenza: “ragazzi e ragazze, prevalentemente studenti universitari intorno ai 20 anni, consumano regolarmente superalcolici già dalle 9.30 del mattino, prima di iniziare le lezioni o durante le pause didattiche. Lo spritz, cocktail ad alto contenuto alcolico, è diventato il drink più richiesto in questa fascia oraria, con un consumo che spesso non si limita a un singolo bicchiere”.

L’allarme dell’Osservatorio trova conferme anche nelle denunce di personale e famiglie di studenti della scuola, in particolare delle superiori, ad iniziare dai licei-bene.

I medici, intanto, non hanno dubbi: il consumo di superalcolici in orario mattutino “comporta conseguenze immediate sulla capacità cognitiva, compromettendo l’attenzione, la memoria e il rendimento scolastico”. A dirlo è stata la direttrice dell’Osservatorio Mohre, Johann Rossi Mason che aggiunge, “l’assunzione regolare di alcol in giovane età aumenta significativamente il rischio di sviluppare dipendenza e patologie alcol-correlate, aumentando il rischio cancro. Particolarmente preoccupante è l‘effetto dell’alcol su un cervello ancora in fase di sviluppo, che nei giovani adulti completa la sua maturazione intorno ai 25 anni”.

Secondo Emanuele Scafato, consulente Oms e membro dell’Advisory Board della Sia, Società italiana di Alcologia: “Gli allarmi ignorati e l’inerzia cronica istituzionale, hanno consolidato normalizzazione di un fenomeno che pone l’alcol al centro di comportamenti sempre rischiosi e dannosi per i giovani ed i minori. E’ la dimostrazione grottesca ed evidente del fallimento della prevenzione e di chi dovrebbe assicurarla. E’ un vulnus per la tutela dei più vulnerabili che sono le stesse agenzie educative principali, la famiglia e la scuola, a inoculare nella società insieme alle pressioni al bere dell’industria. La società – prosegue Scafato – ha perso la capacità di controllo informale e contrastare il bere dei giovani. Spritz, vino o birra o cocktail consumati a qualunque orario non fa alcuna differenza rispetto al rischio e alle conseguenze che ne derivano, ma è opportuno soffermarsi su uno dei sintomi propri della dipendenza che si manifesta con la ricerca dell’alcol al mattino.

E non è una novità che in Italia ci siano 1,2 milioni di consumatori a rischio 11-24enni di cui la metà minori e che di tutti i 780mila consumatori dannosi con un disturbo da uso di alcol in necessità di trattamento, solo 68mila riescono a essere intercettati dal Ssn e curati, il 93 % resta fuori”, conclude il consulente dell’Oms.

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