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La scuola è la grande assente nel confronto elettorale

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In una nota, il Presidente della Associazione amici di Marco Biagi, Maurizio Sacconi, mette in risalto un fatto oggettivamente reale: non si sta parlando col dovuto interesse dei problemi della scuola nel corso di questa fantasmagorica campagna elettorale.

Forse perché non si possono fare promesse fantastiche o forse perché mancano i progetti o forse perché è terreno troppo delicato per calpestarlo con rozzezza o superficialità o incompetenza.

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Solo generici accenni sulla scuola

Tranne qualche generico accenno, niente di preciso si alza tra i polveroni della politica e dei politici che si candidano a governare la Nazione.

Dice infatti Sacconi: “Il confronto elettorale sta incredibilmente trascurando i nodi dell’istruzione scolastica e universitaria. Eppure la straordinaria dimensione dell’esclusione giovanile in Italia è largamente riconducibile al nostro disastro educativo. Assenza di potere gerarchico dei dirigenti negli istituti, stabilizzazione di massa dei docenti, rifiuto di una vera e analitica valutazione, dinamiche retributive egualitarie ed automatiche, insufficienti iscrizioni agli istituti tecnici, proliferazione-dequalificazione di cattedre e percorsi universitari triennali, induzione degli studenti alle lauree magistrali per il basso apprezzamento di quelle triennali, numeri irrisori dei contratti di apprendistato di primo e terzo livello spiegano l’ingresso tardivo e fragile dei giovani nel mercato del lavoro. Sarebbe interessante mettere a confronto le proposte dei partiti ma per ora non si conoscono se si fa eccezione per la volontà di alcuni di accentuare questi vizi con promesse corporative”.