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La scuola sicura? A norma Uni

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La prevenzione degli incidenti a scuola passa necessariamente per il rispetto delle norme: a ribadirlo, nel periodo di ritorno in classe dopo la lunga pausa estiva, è l’Uni, l’Ente nazionale italiano di unificazione. Gli esperti puntano il dito su aspetti ambientali e strutturali delle aule spesso poco considerati. Si va dal grado di inclinazione degli schienali al raggio minimo degli spigoli, fino alle ‘taglie’ di sedie e tavoli ed alla relazione tra le parti mobili delle lavagne. Preziosi accorgimenti che, principalmente a livello di asilo nido, scuola d’infanzia e primaria, riducono notevolmente la soglia del rischio di incorrere in spiacevoli incidenti.
Entrando nel dettaglio, “gli spigoli degli arredi – si legge nelle norme adottate dall’Uni – devono essere arrotondati, con un raggio minimo di 2 millimetri. Le superfici devono essere lisce, con le estremità rivestite per evitare che si producano schegge taglienti. Schienali delle sede inclinati tra i 95° e i 110°, indipendentemente dalla statura dello studente, per favorire l’adozione di una corretta postura”.
Inoltre, in relazione all’altezza dello studente, le norme assegnano agli arredi delle vere e proprie “taglie”, stabilite anche considerando la sempre maggiore diffusione dei computer: come noto, una cattiva postura in fase di lavoro al pc può comportare, infatti, dei danni (anche permanenti) alla colonna vertebrale e a livello cervicale.
Un’attenzione particolare deve essere posta alle lavagne: tra le varie parti che si muovono in relazione l’una all’altra “deve esserci sempre una distanza di sicurezza che deve essere meno di 8 mm o più di 25”.

In conclusione, l’Ente di unificazione italiano sostiene che “le aule a norma, luminose, comode, con arredi ergonomici e sicuri contribuiscono ad affrontare nel migliore dei modi il ritorno alla vita scolastica“. L’auspicio è che nelle 42.000 sedi scolastiche che in questi giorni stanno riaprendo i battenti ci sia il tempo e la volontà di soffermarsi su questi aspetti tutt’altro che marginali.