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13.06.2026

Lettere agli alunni al posto dei voti e giudizio sintetico uguale per tutti, l’idea di un istituto: “La scuola non è un tribunale”

Una scuola paritaria di Napoli ha deciso di adottare un metodo originale per valutare i propri alunni: come scrive La Repubblica, la scuola si ribella alla legge Valditara che ha introdotto i giudizi sintetici nella scuola primaria.

Al posto del giudizio sintetico, in pagella c’è una valutazione argomentata. Non, semplicemente, “buono”, “distinto”, oppure “insufficiente”. Ma una sorta di lettera indirizzata all’alunno: “Caro C., già da inizio anno hai dimostrato di essere molto cresciuto… sebbene tu sia molto migliorato, troppi sono i momenti in cui ti distrai… la mancanza di impegno a volte ti porta a fare più fatica”.

Il metodo

Niente voti personalizzati, ma uno identico per tutta la classe. E alla voce “comportamento”, una massima che rappresenta innanzitutto un impegno: “La scuola non giudica come un tribunale, ma crede fermamente nel potenziale di ciascun bambino o bambina e contribuisce al percorso di formazione per una cittadinanza consapevole, attiva e cooperante, come sancito dalla nostra Costituzione”.

Ai genitori, gli insegnanti hanno spiegato tutto all’inizio dell’anno scolastico: “Non pensiamo che un giudizio sintetico o un voto possano rendere giustizia al percorso di apprendimento. Per questo abbiamo deciso di abolirlo assegnando un voto sintetico uguale per tutti, privilegiando un giudizio descrittivo che riporti in maniera più profonda e vera il percorso di studio”, hanno scritto alle famiglie. E sottolineano: “Ci stiamo dirigendo sempre più verso una visione di scuola classista, selettiva e, di conseguenza, anticostituzionale. Una scuola che pone ostacoli, invece di rimuoverli”.

“Questa valutazione formativa deve essere fatta in itinere, perché presuppone di porre lo studente e l’insegnante continuamente di fronte a ciò che sa o che non sa. Il lavoro svolto durante l’anno deve essere messo in luce in maniera critica e non attraverso un 5, un 6, un ‘buono’ o un ‘distinto'”, ha detto un docente della scuola.

La rivoluzione della valutazione

L’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 ha introdotto nuove modalità di valutazione nella scuola primaria, sostituendo i giudizi descrittivi con giudizi sintetici da “Ottimo” a “Non sufficiente” per ciascuna disciplina, inclusa l’educazione civica.

In sintesi, l’Ordinanza prevede che a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, nella Scuola primaria, la valutazione sarà espressa attraverso giudizi sintetici, da “Ottimo” a “Non sufficiente”, correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l’insegnamento dell’educazione civica.

Per la Scuola secondaria di primo grado, la valutazione della condotta degli studenti sarà espressa in decimi: coloro che otterranno un punteggio inferiore a 6/10 non saranno ammessi alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.

Le scuole avranno tempo fino all’ultimo periodo dell’anno scolastico in corso per adattarsi alle nuove disposizioni e assicurarsi che le famiglie siano pienamente informate.

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