Home Precari La sentenza Ue sui precari non riguarda solo la scuola

La sentenza Ue sui precari non riguarda solo la scuola

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“Mi pare di capire che questa sentenza dell’Ue su precari non riguarderà solo la scuola ma tutte le pubbliche amministrazioni, occorre quindi fare al più presto un’accurata valutazione sulle ricadute che potrà avere sulla Rai. Porrò la questione nella prossima seduta del Cda fissata per il 10 dicembre”.

Lo dice all’Adnkronos il consigliere d’amministrazione di Viale Mazzini Antonio Verro. “Le ricadute potrebbero avere dimensioni notevoli che vanno al più presto valutate e quantificate”.

Michele Gentile,  il responsabile Settori pubblici della Cgil Nazionale, dice inoltre: “La sentenza con la quale la Corte di giustizia europea sanziona l’Italia, dichiarando la normativa nazionale in violazione della Direttiva europea sul tempo determinato, è importantissima e obbliga il governo ad assumere iniziative coerenti e conseguenti non solo per quanto i precari della scuola ma anche per quelli della Pubblica amministrazione”.

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Le motivazioni addotte dalla Corte, infatti, spiega il dirigente sindacale, “hanno un risvolto anche per tutti gli 80 mila tempi determinati delle Pubbliche Amministrazioni, che siano centrali, locali, della sanità, dell’Università e della ricerca. Si tratta in questo caso di contratti prorogati da anni, anche da quattordici e quindici anni, che svolgono funzioni fondamentali delle amministrazioni in presenza di blocco totale o parziale del turn over. Una situazione, quest’ultima, che determina contratti a tempo determinato per un periodo indeterminato, senza soluzioni di continuità e senza risarcimento economico”.

Ma la sentenza, aggiunge Gentile, “apre anche il problema delle altre forme di lavoro flessibile oggi esistenti nelle pubbliche amministrazioni. Infatti, anche alla luce del testo del Jobs Act approvato alla Camera, si pone il problema per i 40 mila Co.co.co per i quali il ‘superamento’ deve significare l’avvio delle procedure di stabilizzazione a tempo indeterminato. Contratti di collaborazione utilizzati, anche questi, per supplire a vuoti di organico senza ‘prevedere’ congrue e certe procedure concorsuali”. Ecco perché, conclude, “ora il governo deve agire per adempiere a quanto previsto dalla sentenza, individuando nel contempo le soluzioni coerenti e conseguenti per i precari delle pubbliche amministrazioni”.