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Aggiornato il 28.01.2026
alle 13:29

La sinistra si ricompatta: mai più divisi, vinceremo le elezioni con Schlein candidata premier. Lavoro, scuola e sanità pubblica i settori da rilanciare

La sinistra si sente galvanizzata dalle recenti vittorie nelle partite regionali di Campania e Puglia, ma anche dalla più che onorevole sconfitta in Veneto: quello che sta prevalendo tra i partiti di sinistra è un senso di compattamento, con l’obiettivo di arrivare a vincere in tal modo, coalizzati, le prossime elezioni politiche ormai non lontanissime. Nelle ultime ore, alcuni rappresentanti dell’opposizione si sono lasciati andare a dichiarazioni esplicite. Con la scuola citata sempre tra i settori da rilanciare.

“Oggi lancio un appello chiaro: costruiamo un’Alleanza per l’Italia, un progetto politico aperto e responsabile che rimetta al centro un’Italia una e indivisibile”, ha detto Angelo Bonelli, intervenendo al Consiglio Federale Nazionale di Europa Verde a Roma.

Secondo Bonelli è giunto il “tempo di un programma che parli di giustizia sociale, lotta alle diseguaglianze, clima, energia pulita, futuro delle nuove generazioni. Serve una visione che investa nella sanità pubblica, nella scuola, nella riconversione ecologica dell’economia e che dica con forza basta alla corsa al riarmo: ogni euro speso in armi è un euro tolto ai salari – tra i più bassi d’Europa – e ai servizi essenziali per milioni di famiglie”.

“Consegnare il Paese alla destra – ha continuato – sarebbe una colpa storica. Il nostro compito è l’opposto: scrivere un programma comune, farlo vivere attraverso la partecipazione dei cittadini e delle cittadine. I Verdi, nell’Alleanza Verdi Sinistra, sono una forza del 7% e ci candidiamo ad essere forza di governo. Siamo cresciuti e questo ci chiede responsabilità e capacità di costruire consenso”.

Nel Partito democratico c’è già chi raccoglie l’invito. “Possiamo vincere queste elezioni – ha detto Roberto Speranza, ex ministro della Salute nel Governo Conte, durante l’incontro a Montepulciano, davanti a 2mila persone, dal titolo ‘Costruire l’alternativa’ – e va dato un merito alla segreteria e al gruppo dirigente per almeno due questioni: siamo riusciti a riposizionarci su alcuni temi di fondo, il Pd ha ricostruito una sintonia possibile con mondi in cui si erano consumate rotture, come le fabbriche e il mondo della scuola. E abbiamo archiviato l’errore del 2022: mai più divisi“.

Qualche giorni prima, sempre l’on. Speranza aveva scritto sui social che i risultati delle ultime regionali ci dicono che “la destra si può battere.  Ma serve ancora uno sforzo enorme soprattutto per riportare le persone a credere nella politica”.

A candidarsi come “perno dell’alleanza” è la leader del Pd Elly Schlein, che, sempre a Montepulciano, ha fatto intendere la volontà di diventare premier in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche. “Il Pd è il primo partito, è un perno fondamentale di questa alleanza”, ha ricordato la segretaria, e non per privilegio, ma perché quel ruolo se lo è “costruito sul campo, tornata dopo tornata”.

Davanti ai cosiddetti “colonnelli” Andrea Orlando dei Dems, Dario Franceschini di AreaDem e lo stesso Roberto Speranza di Articolo Uno, la numero uno dei dem ha assicurato che continuerà “a essere la segretaria di tutti e a salvaguardarne il pluralismo”, quindi senza voltare le spalle alla minoranza del Pd.

Ma il messaggio è sembrato indirizzato anche al leader del M5s, Giuseppe Conte, al quale si è cercato di fare capire che il capo del governo sarà, in caso di vittoria,  di ha portato più voti alla coalizione. “Questo partito si rafforza e si prepara ad andare al governo, ci andrà vincendo le elezioni con un’alleanza progressista, non in altri modi”.

“Concordo con chi dice che dobbiamo allargare la maggioranza – ha detto la segretaria – Si è già allargata, qua ci sono persone che allo scorso congresso hanno fatto scelte diverse”, come Anna Ascani, Dario Nardella, Debora Serracchiani. E magari chissà: la segretaria ha ringraziato pubblicamente “il presidente Stefano Bonaccini”. Al congresso Bonaccini l’ha sfidata per la segreteria, ma poi ha tenuto una linea di dialogo: “L’unità non si fa da soli“, ha sottolineato Schlein riferendosi all’interno del partito, ma anche fuori.

“Non consumiamo tempo in logoranti dibattiti – ha detto Michela Di Biase, deputata e moglie di Dario Franceschini -, lo statuto del Pd già dice tutto: la candidata premier è la segretaria del partito. Aggiungiamo in assemblea nazionale: sarà l’unica candidata del Pd alle primarie di coalizione”.

Intanto, nelle regionali “il Pd è cresciuto ovunque – ha concluso Schlein – se sommiamo i voti veri in queste regioni in cui abbiamo votato nel 2024 e 2025 la coalizione progressista e le forze di governo sono pari”. Pari, quindi, ma solo se uniti alle altre forze di sinistra: la coalizione, insomma, non sembra una scelta ma una necessità.

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