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La spesa dello Stato dall’Unità d’Italia ai giorni nostri

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I dati si fermano al 2009, ma comunque consentono di apprezzare l’evoluzione nel tempo dei settori dell’economia e della società verso i quali la spesa è stata indirizzata e le finalità che attraverso di essa si intendeva perseguire, la sua natura economica e l’articolazione delle amministrazioni responsabili della sua gestione.
Particolarmente interessanti per quel che ci riguarda sono la Tavola 4 e la Tavola 10.
La prima indica le spese delle P.A. per l’Istruzione, considerando l’incidenza percentuale sul Pil. Il periodo di riferimento è dal 1990 al 2008. Dal 5,5% del 1990 si passa al 4,6% del 2008, a parimerito con la Spagna. Fa peggio di noi solo la Germania, con 3,9. La media dei Paesi europei si attesta, per tutto l’arco temporale di riferimento, da un minimo di 5,2 a un massimo di 5,7, quindi noi siamo decisamente al di sotto di tali valori. La media dei Paesi extraeuropei (Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti) è decisamente superiore: nel 1990 era 7,1, mentre nel 2008 è scesa a 6,4.
La tavola 10, invece, illustra le spese delle P.A. per l’Istruzione in alcuni Paesi europei ed extraeuropei, considerando l’incidenza percentuale sulla spesa pubblica. L’arco temporale di riferimento, anche in questo caso, va dal 1990 al 2008 e, come nella tavola precedente, l’Italia è ampiamente al di sotto della media europea. Nel 1990 la percentuale è del 10,4 (la media è dell’11,1), per scendere nel 2008 a 9,5 (contro una media europea di 11,6), il secondo valore più basso solo dopo la Germania. E non va meglio rispetto alla media dei Paesi extraeuropei: 16,4 nel 1990, 16,6 nel 2008.

Per visualizzare la Tavola 4 e la Tavola 10 cliccare sugli Allegati degli “Approfondimenti”.

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