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Aggiornato il 18.01.2026
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La Spezia, studente accoltellato: il cordoglio delle Istituzioni

Redazione

Non ce l’ha fatta Youssef Abanoub, lo studente diciottenne di origini egiziane accoltellato nella mattinata di venerdì 15 gennaio all’interno dell’Istituto professionale “L. Einaudi – D. Chiodo” della Spezia. Il giovane è morto in serata, poco prima delle 20, a causa della grave ferita al costato inferta con un coltello da cucina da Zouhair Atif, 19 anni, di nazionalità marocchina, residente ad Arcola e studente dello stesso istituto, arrestato con l’accusa di omicidio.

Le condizioni critiche

Le condizioni del ragazzo erano apparse da subito disperate. Soccorso tempestivamente dai sanitari del 118 e dai volontari della Croce Rossa, Youssef presentava una copiosa emorragia, inizialmente tamponata sul posto prima del trasporto d’urgenza al pronto soccorso. Giunto in shock room, i medici hanno tentato a lungo di salvarlo, praticandogli anche il massaggio cardiaco. Dopo una prima stabilizzazione, il giovane era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel reparto di chirurgia toracica e successivamente trasferito, intorno alle 16, in rianimazione, dove è deceduto alcune ore più tardi.

Originario di Fayyum, nei pressi del Cairo, Youssef viveva da anni alla Spezia insieme alla famiglia ed era ben inserito nel contesto scolastico e cittadino.

L’aggressione si è consumata all’interno di un’aula dell’edificio scolastico di via XX Settembre, storica sede che nell’Ottocento formava gli operai dell’arsenale marittimo e che oggi ospita corsi professionali nei settori dello yacht, della pesca, della moda e dell’odontoiatria. Secondo una prima ricostruzione, l’aggressore sarebbe entrato in classe poco dopo le 11 brandendo il coltello e avrebbe colpito il compagno sotto gli occhi attoniti dei presenti.

Il fatto

Stando a quanto riferito dall’agenzia Ansa, il giovane sarebbe stato bloccato da un docente presente in aula, che è riuscito anche a disarmarlo, mentre gli altri studenti lo circondavano in stato di shock. Poco dopo sono intervenute le forze dell’ordine: la polizia ha condotto il diciannovenne in questura, procedendo all’arresto in flagranza di reato e all’interrogatorio da parte del pubblico ministero.

Nel frattempo, all’esterno del presidio ospedaliero dove i medici hanno tentato fino all’ultimo di salvare Youssef, si sono radunate decine di persone tra familiari, amici, compagni di scuola e insegnanti. Un’attesa carica di angoscia e incredulità, spezzata infine dalla notizia del decesso del giovane.

Restano ancora da chiarire le motivazioni del gesto. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze all’interno dell’istituto per ricostruire il contesto in cui è maturata l’aggressione, che ha profondamente scosso l’intera comunità spezzina. Tra le ipotesi al vaglio, vi sarebbe un dissidio nato nei giorni precedenti per motivi sentimentali, forse legati a una ragazza. Si tratta tuttavia di elementi ancora da verificare: saranno analizzati anche i telefoni cellulari delle persone coinvolte.

La polizia scientifica ha intanto sequestrato il coltello, con una lama di circa 20 centimetri, che l’aggressore avrebbe portato con sé dall’esterno dell’istituto.

Il cordoglio delle istituzioni

Sulla tragedia sono arrivate anche le reazioni del mondo politico e istituzionale. La sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha espresso profondo cordoglio: “La notizia della morte dello studente accoltellato all’istituto “L. Einaudi – D. Chiodo” di La Spezia è drammatica. Mi stringo con dolore alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la scuola. Episodi come questo non dovrebbero mai accadere, soprattutto nel luogo in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze dovrebbero sentirsi più tutelati mentre stanno gettando le basi del proprio futuro. Continueremo a impegnarci per insegnare la cultura del rispetto e contrastare ogni forma di violenza”.

È intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha commentato: “Sconvolgente, doloroso, assurdo. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi. Nel pacchetto sicurezza abbiamo già previsto una stretta contro le “lame”, ma oltre alla legge servono prevenzione ed educazione. Una preghiera per la vittima e un abbraccio per i suoi cari”.

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