Home Personale Lavoratrici madri e Covid, si può prolungare l’astensione dal lavoro?

Lavoratrici madri e Covid, si può prolungare l’astensione dal lavoro?

CONDIVIDI

Durante il periodo dell’emergenza pandemica, esiste la possibilità di un prolungamento dell’astensione dal lavoro di una lavoratrice madre per un rischio connesso all’allattamento?

A questa domanda ha risposto l’USR Veneto, con una faq pubblicata il 12 marzo 2021.

Icotea

In particolare, l’Ufficio scolastico ha chiarito che gli artt. 7 e 11 del D.Lgs. 151/2001 (Testo unico maternità e della paternità) prevede che nel caso in cui la lavoratrice madre sia adibita a lavori vietati o pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino (rientranti negli allegati A e B del decreto o nel DVR dell’istituto scolastico), la stessa dovrà essere adibita ad altre mansioni, oppure posta in DaD o in lavoro agile. Solo qualora la lavoratrice, sulla base dei rischi valutati dal DVR, non possa essere spostata ad altre mansioni o posta in DaD o in lavoro agile, la stessa ha diritto all’interdizione post-partum fino a sette mesi dopo il parto.

L’USR fa anche sapere che con riferimento specifico al rischio COVID-19, con nota n. 2201 del 23/03/2020 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ritenuto, in prima istanza limitatamente al periodo di interdizione anticipata (non post-partum), e fermo restando l’effettivo pericolo di contagio, che il provvedimento potesse essere rilasciato sulla base della dichiarazione del Medico Competente, anche in assenza di aggiornamento del DVR, sulla base di quanto previsto dall’art. 5 del DPR n. 1026/1976 e delle disposizioni emanate dal Governo per la gestione della situazione emergenziale. Comunque, il rischio di contagio da COVID-19 è uno dei tanti rischi per i quali può essere concesso il provvedimento di interdizione anche “post-partum”.