Home Politica scolastica Le sterili polemiche sulle vacanze estive? Servono a distrarre dalle mancate assunzioni

Le sterili polemiche sulle vacanze estive? Servono a distrarre dalle mancate assunzioni

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“Il ddl sulla Buona Scuola che arriva in Parlamento fuori tempo massimo e le elucubrazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sulla durata delle vacanze estive degli studenti, provano a far dimenticare l’inconsistenza delle promesse di Renzi su merito e stabilizzazione degli insegnanti”. A sostenerlo è Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, che coglie l’occasione per porre seri dubbi sul maxi piano di immissioni in ruolo predisposto dal Governo.

“Tanto a garantire i docenti necessari al regolare avvio del prossimo anno scolastico provvederà il solito decreto!”, tuona Pittoni. “L’atto però – continua il leghista – non cancella l’incubo in cui sono sprofondati tanti insegnanti abbondantemente formati e con anni di esperienza, che in base alla riforma in discussione rischiano il benservito solo perché non inseriti nella graduatoria “giusta”. Situazione che ricorda quella dei famosi esodati della legge Fornero”.

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Per l’ex senatore, inoltre, “il ddl Buona Scuola spaccia tra l’altro per promozione del merito la concentrazione sui presidi di un potere sui docenti che di fatto trasforma la scuola “della conoscenza” in scuola “delle conoscenze”, dimenticando totalmente il vero problema che è la disomogeneità di valutazione sul territorio”.

 

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Pittoni si sofferma, infine, sulle esternazioni del ministro del Lavoro Poletti, a proposito della durata delle vacanze scolastiche: “confermano solo – taglia corto l’esponente del Carroccio – la scarsa preparazione di chi ci governa. E’ vero che l’Italia insieme a Portogallo, Irlanda, Turchia e Malta ha le vacanze estive più lunghe. Ma nell’arco dell’anno i numeri rispetto agli altri Paesi sostanzialmente si equivalgono. Magari – conclude Pittoni – si potrebbe pensare ad un’articolazione diversa, sul modello tedesco, che però in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro ha pesanti controindicazioni”.

 

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