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13.12.2025

Liceo classico, la sottosegretaria Frassinetti (FdI): “Va valorizzato”. Ma finora il Ministero sembra aver spinto in tutt’altra direzione

In queste ore la sottosegretaria all’istruzione Paola Frassinetti è tornata a parlare di un tema sul quale si era già espressa in passato in concomitanza con l’avvio delle operazioni di iscrizione al nuovo anno scolastico.
Anche in questa circostanza Frassinetti ha sottolineato la necessità di valorizzare il percorso del liceo classico e di trovare il modo di incentivare le iscrizioni a questo indirizzo di studi.

Attualmente gli iscritti ai licei classici sono all’incirca il 6-7% del totale (il numero preciso non si conosce perché quest’anno, per la prima volta dopo molto tempo, il Ministero non ha divulgato i dati aggiornati, come invece era sempre avvenuto).
Il fatto è che ormai, da diversi anni il classico continua a registrare un calo costante.

Difficile spiegarne le ragioni anche se a scoraggiare famiglie e studenti potrebbero essere soprattutto i costi mediamente più elevati dei libri di testo, la necessità di proseguire gli studi dopo la maturità e, forse, anche l’idea che il curricolo di studi sia scarsamente adeguato alle richieste di una formazione più “tagliata” sul versante scientifico.
Dover dedicare per 5 anni buona parte delle proprie energie mentali a studiare latino e greco potrebbe invogliare poco gli studenti a seguire un percorso di studi certamente interessante sul piano culturale ma impegnativo. L’”appello” della sottosegretaria è apprezzabile e del tutto comprensibile anche se appare un po’ in contraddizione con alcune scelte politiche di questi ultimi anni.

Intanto va detto che fin dall’inizio del suo mandato, il ministro Valditara, ha sempre sottolineato l’importanza della formazione tecnico-professionale e la necessità che, nella scelta della scuola secondaria di secondo grado si tenga anche nella giusta considerazione la concreta offerta del mercato del lavoro anche a livello territoriale.
Senza dimenticare che è da anni che si parla delle materie STEM destinate ad “aprire” le menti dei giovani ai nuovi saperi del futuro.
E che dire della decisione del Governo di investire, anche sul piano della comunicazione, per lanciare e sostenere il nascente “liceo made in Italy” che dovrebbe dare spazio anche alla valorizzazione conoscenza e della diffusione dell’arte, della cultura e della storia del nostro Paese.

Il calo delle iscrizioni al classico, quindi, si potrebbe spiegare anche con l’ampliamento, forse persino eccessivo, dell’offerta formativa della secondaria di secondo grado.
Senza contare poi su un altro dato importante: il calo demografico sta ormai investendo anche la secondaria di secondo grado e questo, ovviamente, riduce sempre di più il numero complessivo degli iscritti.
E forse sarà proprio la prossima “tornata” di iscrizioni, ormai imminente, che potrà dirci se per il liceo classico ci troviamo di fronte ad un declino senza possibilità di ritorno o se le speranze di Paola Frassinetti hanno un fondamento.

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