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Lista con nomi di ragazze da violentare in un bagno: sdegno in un liceo, chiesta a gran voce l’educazione sessuale a scuola

Redazione

Sdegno in un liceo di Roma: nella giornata di ieri, 27 novembre, è stata fatta una brutta scoperta. Nel muro di un bagno della scuola è comparsa una “lista stupri” con nomi di tante ragazze. Lo riporta Roma Today.

A denunciare la cosa è stato il collettivo Zero Alibi. “Un muro può essere cancellato – è il loro commento – ma la cultura alla base del messaggio no, va combattuta; questo gesto, oltre a essere di una gravità inconcepibile, dimostra la società patriarcale in cui ancora oggi noi tutti viviamo”.

Quanto accaduto spinge Zero alibi a rivendicare la necessità dell’educazione sessuo-affettiva a scuola: “Questi episodi non possono passare inosservati, sono sintomo del patriarcato, di un sistema oppressivo che silenziosamente controlla e condiziona le nostre vite. Nessuna di noi può permettersi di restare indifferente, di voltarsi dall’altra parte: perché chi è indifferente è complice. Continueremo a denunciare, a parlare, a lottare per un cambiamento”.

“Continueremo a pretendere un’educazione sessuo-affettiva, a esigere che nella nostra scuola come in Italia venga fatto un percorso che lavori alla radice del problema. Non ci stancheremo mai di dirlo, saremo sempre dalla parte giusta, saremo sempre transfemministe”. Il collettivo ha anche convocato un’assemblea nella mattinata di oggi, venerdì 28 novembre, sui fatti.

Le parole della dirigente scolastica

A stretto giro è arrivato il commento della dirigente scolastica in merito alla vicenda: “A fronte degli ottusi graffiti vandalici apparsi nei servizi igienici del nostro liceo, si ribadisce fortemente la condanna nei confronti di qualsivoglia stereotipo e violenza di genere sia essa fisica, verbale, psicologica o digitale. Al pieno sostegno nei confronti delle attività formative che docenti e studenti vorranno mettere in atto per far emergere ancora una volta il bel volto della scuola in cui ogni forma di violenza viene bandita, si uniscono il sostegno e l’affettuosa solidarietà nei confronti delle studentesse e degli studenti coinvolti in questa scriteriata esternazione”.

“Il nostro liceo non vuol essere ricettacolo d’intolleranza; la scuola non dimenticherà mai d’indicare quanto ci sia ancora da fare per concretizzare, de jure e de facto, la pari dignità tra donne e uomini, connotata da un profondo rispetto reciproco e dunque incompatibile con la pratica della violenza, di qualsiasi tipo essa sia”.

A commentare il caso è stata anche Rachele Mussolini, capogruppo di Forza Italia in Assemblea capitolina: “Una vicenda che ha dell’incredibile – dice –  e che, purtroppo, restituisce un quadro allarmante sulla totale mancanza di consapevolezza di molti giovani su un tema – quello della violenza sulle donne – assai delicato e complesso. Dinanzi a un tale scempio morale e a una tale dimostrazione di ignoranza mentale, culturale e sociale non si può far finta di nulla: punire severamente i responsabili e, allo stesso tempo, far comprendere loro l’inaudita gravità delle loro azioni è il minimo che si possa fare”. 

E ancora: “In un’epoca in cui i femminicidi stanno diventando una prassi sempre più frequente, fermare questa ‘cultura’ della violenza e questa spaventosa idea della ‘donna-oggetto’ è un dovere a cui tutti noi, scuola, famiglie e istituzioni in primis, non possiamo e non dobbiamo in alcun modo sottrarci”.

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