“Il middle management, anche se preferisco chiamarlo ‘squadra dell’autonomia‘, è certamente necessario, ma di fatto oggi è già presente in ciascuna scuola”: a dirlo alla Tecnica della Scuola è Rosolino Cicero, presidente dell’Ancodis, Associazione nazionale dei collaboratori dei dirigenti scolastici.
Commentando la nostra intervista ad Antonello Giannelli, leader dell’Anp, realizzata il 28 ottobre nel corso del Convegno annuale del primo sindacato dei dirigenti scolastici, svolto a Roma nell’hotel Marriott, il professore Rosolino Cicero ha tenuto a sostenere il concetto: “Chiunque può verificare quanto e quale lavoro svolgiamo per il funzionamento organizzativo e didattico in favore delle nostre comunità scolastiche. Chi nega questa realtà non è una persona di scuola o nega l’evidenza”.
“Allo stesso modo – ha continuato il presidente dell’Ancodis – anche il ministero dell’Istruzione e del Merito, come pure alcuni sindacati, non possono più misconoscere il lavoro qualificato e di elevata professionalità che svolgono circa 100mila docenti senza avere nullo in cambio dallo Stato”.
“A nostro avviso – continua Cicero – è giunto il momento di guardare in faccia l’evidenza, ovvero la realtà. Diamo almeno per assodato che non è preferibile mantenere lo status quo, quello che potrebbe fare comodo a tanti e che non permette di introdurre delle figure professionali che aspettano solo di essere ratificate”.
Sull’argomento, anche il primo sindacato dei ds, l’Anp, ha più volte espresso l’esigenza d’introdurre il middle management, con docenti, figure intermedie riconosciute, pure economicamente, che possano coadiuvare a livello organizzativo il loro preside.
Antonello Giannelli, presidente nazionale Anp, alla Tecnica della Scuola ha detto che “l’Anp vuole l’introduzione di una figura con delle competenze intermedie che possa svolgere su delega del dirigente quei compiti che richiedono una preparazione tecnica specifica, quella che il dirigente non può avere in tutti i campi. Credo che sarebbe un modo per migliorare l’amministrazione pubblica e la sua gestione, ovviamente anche per far sì che il dirigente possa portare avanti le sue attività con maggior cognizione di causa senza essere esposto in modo eccessivo a delle responsabilità a cui non può fare fronte materialmente”.