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Lo Stato taglia i fondi e la scuola cerca sostegno finanziario in rete

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Mancano i soldi per comprare materiali da laboratorio, lavagne interattive , software vari e attrezzi per l’attività motoria, allora che fare? È la domanda che si è posto un dirigente scolastico milanese, Gian Ferruccio Brambilla, preside dell’Istituto Ettore Conti di Milano. Ecco arrivare un’idea innovativa e particolarmente moderna, consigliata da un ex studente del liceo particolarmente appassionato di informatica e conoscitore della rete. Hanno pensato di ricorrere all’utilizzo della “TakeOf”, si tratta della piattaforma italiana di crowdfunding che ti aiuta a realizzare concretamente la tua idea imprenditoriale, grazie al generoso sostegno finanziario e sociale della comunità web. Una scommessa quella del liceo milanese, che se dovesse andare in porto, aprirebbe la strada di fatto ad una sorta di fondazione di benefattori che si prenderebbero cura, al posto delle istituzioni dello Stato, delle scuole. Per comprare tutto il materiale di cui la scuola ha realmente bisogno servirebbero 150 mila euro, ma dal Miur arriveranno soltanto 15mila euro, allora si punta tutto sulla beneficenza della rete, che dovrebbe partire già domani 7 aprile. Alla presentazione dell’iniziativa, che ha reso pubblica l’idea originale lanciata dalla scuola milanese, era presente anche l’assessore all’Istruzione della Provincia di Milano, Marina Lazzati, che fortemente imbarazzata ha denunciato che la provincia di Milano ha fondi limitatissimi e la gestione di 160 scuole. Inoltre , continua nella sua denuncia l’assessore all’Istruzione, le risorse finanziarie di cui dispone la provincia sono scesi dai 70 milioni di euro che aveva a disposizione il suo predecessore, ai 12 milioni attuali. Mentre governo Renzi e ministro Giannini parlano di centralità della scuola e di risorse finanziarie da dare per l’istruzione, la scuola reale non può attendere le promesse fatte ed ha deciso, come nel caso dell’Istituto Ettore Conti, di fare da sola con l’aiuto di alcuni benefattori, che non si comprende cosa vorranno in cambio per la loro grande generosità.

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