Momenti di paura in una scuola media dell’Isola d’Elba, dove nella tarda mattinata di oggi, 4 febbraio, un improvviso rumore ha interrotto le lezioni: un termosifone si è staccato dalla parete ed è caduto sul pavimento di un’aula, rendendo necessaria l’evacuazione immediata dell’intero edificio. Alunni e docenti sono stati fatti uscire per motivi di sicurezza, mentre venivano attivate le procedure previste in caso di emergenza.
Secondo quanto riportato dal Tirreno, durante le fasi concitate dell’evacuazione, una studentessa di prima media è rimasta lievemente ferita a un piede. Secondo una prima ricostruzione, la ragazza potrebbe essere inciampata proprio sul termosifone caduto, che si sarebbe staccato a causa di un malfunzionamento dell’impianto. La studentessa è stata accompagnata al pronto soccorso, dove i sanitari le hanno assegnato un codice verde, riscontrando un lieve trauma senza gravi conseguenze.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i tecnici comunali e il personale della ditta incaricata della manutenzione, che hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dell’impianto di riscaldamento e accertare le cause dell’incidente. Dai primi accertamenti è emerso che non si tratterebbe di un episodio isolato: nei giorni precedenti, infatti, si era già verificato un guasto a un altro termosifone, quando una valvola si era staccata provocando una perdita d’acqua e rendendo necessario un primo intervento tecnico.
In cosa consiste la responsabilità del docente e in generale del personale scolastico? In una parola, nel danno che un dipendente può causare alla sua amministrazione, causa di responsabilità civile verso terzi; responsabilità penale; responsabilità amministrativa e contabile; responsabilità disciplinare.
L’articolo 28 della Costituzione recita: I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative degli atti compiuti in violazione dei diritti.
Durante tutto il periodo in cui un alunno è affidato alla scuola, il docente ne è responsabile, altrimenti una mancata osservanza di tale obbligo darebbe origine ad una responsabilità per omissione ovvero ad una culpa in vigilando. La culpa in vigilando è l’accertamento, da parte delle autorità, che l’omissione di sorveglianza dell’alunno da parte di un docente ha finito per determinare un danno.
L’unico caso in cui il docente può essere esonerato da tale responsabilità è rappresentato dalla situazione in cui il docente possa dimostrare che il danno era inevitabile in quanto talmente imprevedibile, repentino, improvviso da non potere essere evitato: ed è questa la cosiddetta prova liberatoria, quella testimonianza che rende chiaro il fatto che il docente non avrebbe potuto in alcun modo evitare l’accadimento in questione.