Le terrificanti invasioni che abbiamo visto a Milano in alcuni negozi del centro da parte di bande di giovanissimi mi inducono a riflettere e a fare alcune considerazioni. Ricordo una frase che veniva pronunciata spesso negli anni sessanta dalle persone più anziane “Ma dove andremo a finire?” all’ indirizzo di quei ragazzi che si mostravano in giro indossando abiti strani, portavano capelli lunghi e protestavano nei cortei studenteschi brandendo cartelli e urlando slogan contro il governo.
Non ragazzi sprovveduti però, ma consapevoli di ciò che stavano facendo, consapevoli di ciò che rivendicavano, spinti dalla voglia di cambiamento, studenti che chiedevano ai vari governi riforme e innovazioni per la scuola. Niente a che vedere con i manifestanti di oggi: greggi sparsi di ragazzini incappucciati di nero che al grido di “Morte ai ricchi” hanno devastato tutto ciò che hanno incontrato e saccheggiato negozi preferendo quelli di alto livello, per rubare solo merce di lusso. Tutti ragazzi sbandati, senza alcuna ideologia, senza alcuna guida, spinti da un solo capo che risponde al nome di Tiktok.
Guardando e ascoltando i video trasmessi su questo canale si ha la percezione di come possano essere distruttive tutte le immagini che passano e che bombardano continuamente gli occhi e le orecchie dei nostri ragazzi. Le proposte sono aberranti: istruzioni su come confezionare oggetti pericolosi di ogni genere, su come preparare pozioni anche velenose da far bere agli amici, su come ideare degli scherzi idioti rivolti ai professori a scuola o anche alle persone che passano per strada.
Aggiungiamo anche l’ esibizione di vari capi di abbigliamento firmati e indossati dai vari youtuber. Completa il tutto il linguaggio utilizzato dai vari commentatori, pieno di bestemmie infarcito di frasi che sono un continuo oltraggio verso le donne. A mio parere Tiktok sta diventando sempre più pericoloso come si è visto in questi giorni; con il suo tam tam è servito come esca per i nostri ragazzini i quali al suo richiamo di si sono ritrovati nelle strade di Milano a distruggere e a saccheggiare. Da più parti si è invocato la censura di Tiktok e addirittura la chiusura.
Si sa che la parola censura richiama momenti brutti del passato, ma ritengo che sia ora di stabilire delle regole ferree su cosa si deve o non si deve trasmettere su questo canale. Non so chi debba fare ciò, ma occorre correre ai ripari per estirpare il marcio che c’è dentro e che sta contagiando pericolosamente i nostri figli e nipoti.
Oggi più che mai la frase : “Ma dove andremo a finire?” risuona pericolosamente vera!
Mirella Rigamonti