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Manovra Finanziaria, tutto confermato: per tre anni stipendio “congelato”

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Stipendio “congelato” fino al 2012. E solo successivamente, quindi tra due anni e mezzo, si potrà riaprire la trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 dicembre scorso. Per i lavoratori della scuola non vi sarebbero quindi modifiche sostanziali al testo della manovra finanziaria: i rilievi fatti dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, hanno avuto effetti sul comparto della Cultura “salvando” diversi enti messi frettolosamente nella lista dei tagli, ma non hanno apportato modifiche alle forti penalizzazioni previste per il comparto istruzione. Nel Decreto Legge della Finanziaria  correttiva 2010 rimane infatti in piedi la doppia penalità inflitta al personale scolastico: fino al 2012 largo al blocco stipendiale e, contemporaneamente, degli scatti di anzianità.
“Per il personale docente, Amministrativo Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola – si legge al comma 22 dell’art. 9 del testo firmato dal Presidente della Repubblica – , gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle posizioni contrattuali vigenti”. Secondo un calcolo della Flc-Cgil la legge, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, produrrà la mancata corresponsione dello “scatto” stipendiale per 254 mila docenti e unità di personale Ata. Per un danno economico che varia, a seconda della fascia di inquadramento e della posizione stipendiale, tra qualche centinaia di euro ad oltre 2 mila euro annui.
Secondo il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, la manovra economica varata dal Governo “è coraggiosa e indispensabile per contenere la spesa: garantisce crescita, equità e sviluppo. Il presidente Berlusconi – ha continuato Gelmini commentando a caldo il provvedimento – ha confermato le sue promesse. Sono stati tutelati i ceti deboli, non ci sono stati tagli a pensioni, sanità e scuola. Non ci sono stati i tagli ai centri di ricerca e al fondo per l’università. Le infrastrutture del sapere del nostro Paese sono state salvaguardate“.