L’ordinanza ministeriale per l’esame di Maturità 2025/2026 pone un accento particolare sull’inclusività, definendo con precisione le modalità di svolgimento delle prove per gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento (DSA) e altri bisogni educativi speciali (BES). L’obiettivo dichiarato è permettere a ogni candidato di esprimere al meglio il proprio potenziale, garantendo il diritto allo studio e il riconoscimento del percorso svolto.
Per i candidati con disabilità, il punto di riferimento è il Piano Educativo Individualizzato (PEI). È il consiglio di classe a stabilire se le prove avranno valore equipollente o non equipollente. Sulla base di questo documento, la commissione predispone prove differenziate che possono prevedere tempi più lunghi e l’assistenza di figure di supporto, come il docente di sostegno o esperti che hanno seguito lo studente durante l’anno.
Per quanto riguarda i formati, il Ministero garantisce l’invio di testi in codice Braille per i non vedenti o altri formati speciali (audio o testo) per chi non conosce il Braille, oltre a supporti specifici per gli ipovedenti. Se le prove sono equipollenti, il titolo di studio rilasciato è il diploma di maturità, senza alcuna menzione della modalità di svolgimento. Qualora invece il percorso non sia equipollente o lo studente non partecipi a tutte le prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo.
Gli studenti con certificazione di DSA affrontano l’esame sulla base del proprio Piano Didattico Personalizzato (PDP). L’ordinanza prevede diverse agevolazioni:
Anche in questo caso, il diploma finale non riporterà alcun riferimento agli strumenti compensativi utilizzati.
Per gli studenti con altri BES, formalmente individuati dal consiglio di classe, non sono previste misure dispensative, ma è assicurato l’uso degli strumenti compensativi già adottati durante l’anno. Questi strumenti devono essere ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza però pregiudicare la validità delle prove scritte. Al superamento dell’esame, questi studenti conseguono regolarmente il diploma di maturità.
Per garantire la massima equità, le commissioni sono chiamate ad adattare le griglie di valutazione ministeriali ai percorsi personalizzati (PEI o PDP). Un ulteriore elemento di tutela riguarda la privacy: l’eventuale riferimento all’effettuazione di prove non equipollenti o differenziate deve apparire solo nell’attestazione e non nei tabelloni pubblici della scuola.