La Federazione Gilda-Unams richiama l’attenzione del Governo sul tema dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, chiedendo una riforma organica e strutturale che superi le attuali criticità del sistema. Al centro del dibattito parlamentare vi è la figura dell’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione, ormai considerata essenziale, ma ancora priva di un quadro normativo uniforme e coerente su tutto il territorio nazionale.
A sottolineare le difficoltà è il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, che denuncia una situazione ormai insostenibile: “Sono inaccettabili le condizioni, che da anni denunciamo, prodotte dalla frammentazione organizzativa affidata ad enti locali, cooperative e soggetti esterni. Una situazione che causa disparità territoriali, ritardi nell’assistenza, precarietà degli operatori e discontinuità educativa ma soprattutto enormi danni agli studenti più fragili e alle loro famiglie”.
Secondo la Federazione, qualsiasi intervento normativo dovrà poggiare su alcuni principi imprescindibili: una formazione iniziale di alta qualità per gli operatori, la piena tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità, una chiara definizione delle competenze tra docenti e personale ATA e, soprattutto, la continuità educativa.
Castellana ribadisce con forza la necessità di un cambio di passo: “Per noi la soluzione più efficace resta quella di assicurare un sistema nazionale omogeneo, capace di coniugare qualità del servizio, dignità del lavoro e certezza delle risorse. Non servono interventi parziali o compromessi al ribasso, serve una riforma strutturale che ponga fine alle attuali disuguaglianze”.
La Gilda-Unams rivolge quindi un appello diretto all’esecutivo affinché si proceda rapidamente verso una disciplina organica della materia, coinvolgendo le organizzazioni sindacali e l’intero mondo della scuola. L’obiettivo è costruire un modello realmente efficace, sostenibile e rispettoso dei diritti sia dei lavoratori sia degli studenti.