Home I lettori ci scrivono Membri solo interni? No, grazie. Inaudite dichiarazioni di Toccafondi

Membri solo interni? No, grazie. Inaudite dichiarazioni di Toccafondi

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Esami con tutti membri interni? No, grazie. Non lo dice la Buona Scuola del Ministro ma la scuola seria di chi a scuola ci vive. Proprio quando penso di compilare il questionario proposto dal Governo, leggo la scellerata proposta di modificare l’attuale procedura degli esami di Stato II ciclo (meglio noti con il nome di maturità).

Inaudito il commento del sottosegretario Gabriele Toccafondi che, come la maggior parte dei funzionari delle alte sfere del MIUR, in classe non entra spesso e, anziché giustificare la manovra politica solo dal punto di vista economico – “porterà risparmi di diversi milioni di euro”- azzarda un’analisi didattica deducendo che “i commissari esterni non servono poiché il 98,5% degli studenti viene comunque promosso”

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Se invece il 50% degli alunni fosse bocciato, allora il costo dei membri esterni sarebbe giustificato? Il Sottosegretario non si è chiesto quale può essere il vantaggio di uno studente interrogato da un docente che non lo valuti da un quinquennio? Forse l’oggettività non è così garantita se ci si trova davanti lo studente che si è scrutinato la settimana prima. Forse docenti che non fanno parte dello stesso consiglio di classe e provenienti da scuole diverse colgono più obiettivamente quanto esposto durante il colloquio disciplinare.

Forse l’alunno mediocre sente di poter riscattare la sua carriera scolastica ponendosi davanti a docenti sconosciuti che non hanno votato per la sua non ammissione all’esame. Forse lo studente brillante avrà ulteriore soddisfazione nel confrontarsi con domande poste in modo inconsueto. Davvero il Sottosegretario non riesce a trovare un motivo che abbia una giustificazione didattica migliore di “Chi può conoscere meglio lo studente degli insegnanti che lo hanno seguito?” .

Allora a cosa serve l’esame? Tanto hanno già un’idea di come finirà? Aboliamolo così risparmiamo anche sul Presidente di commissione, sui protocolli, sulle cartucce e i fogli utilizzati per stampare i testi che giungono da Roma. Sconvolta da dichiarazioni tanto incompetenti vado a leggere il curriculum vitae del Dott.Toccafondi pubblicato sul sito del MIUR.

La sua carriera politica è ben delineata – Consigliere del Consiglio di amministrazione dell’Università di Firenze, Consigliere Comunale a Firenze, Deputato PDL della XVI legislatura e membro della Commissione Bilancio e Tesoro … – mentre quella accademica pare alquanto vaga: …nel corso dei cinque anni si è impegnato in modo particolare per la libertà di educazione, sia per la scuola statale che per la scuola pubblica non statale … …nel maggio 2013 è stato nominato Sottosegretario di Stato al MIUR della XVII legislatura, occupandosi, tra l’altro, di sistema di istruzione e formazione tecnica e professionale, alternanza scuola-lavoro, educazione permanente degli adulti, parità scolastica, Agenda digitale e Piano nazionale per la Scuola digitale.

Cosa voglia dire impegnarsi per la libertà di educazione rimane per me un mistero; certo è che il Dottor Toccafondi non sembra aver mai insegnato in classi terminali della Scuola Secondaria di II grado, e, pur essendo stato membro di numerose Commissioni, non ha messo piede in una commissione di Esame di Stato. Allora non potrebbe chiedere il parere ai docenti che fanno questo lavoro da anni o limitarsi a fornire analisi di tipo economico anziché didattico?

Mi rendo conto che trovarsi da una legislatura all’altra da membro del Parlamento e della commissione Bilancio a Sottosegretario del MIUR è un bel salto lavorativo, però quanto meno si risparmi dichiarazioni pubbliche. Il lavoro di insegnante è complesso e avviene in contesti sociali sempre più difficili. Lavorare in ordini e gradi di scuola diversi richiede competenze differenti dettate da parametri quali l’età degli studenti e l’indirizzo di studi.

Un maestro della scuola elementare non può convertirsi in professore delle superiori senza aver conseguito titoli abilitanti specifici ed essere sottoposto ad un periodo di prova. Come è possibile che chi occupa posizioni ambite e prende decisioni delicate non debba essere provvisto di un curriculum tecnico e specifico?