Breaking News

Metal detector e controlli a scuola: per due studenti su tre sono una misura necessaria

Redazione

Nessuna contrapposizione ideologica, ma una lettura realistica delle difficoltà che oggi attraversano le scuole. È quanto emerge dall’instant poll condotto da Skuola.net su 500 studenti, realizzato all’indomani della circolare interministeriale firmata dai ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi, che disciplina l’utilizzo di metal detector e controlli di sicurezza negli istituti scolastici.

Di fronte ai rischi concreti, la maggioranza degli studenti accetta l’idea di controlli agli ingressi, soprattutto nei contesti più complessi. Circa 7 ragazzi su 10 ritengono infatti che una qualche forma di verifica sia una misura accettabile, se non addirittura necessaria. Nel dettaglio, il 28% si dichiara “molto favorevole”, convinto che la sicurezza personale debba avere priorità assoluta, mentre il 40% è “abbastanza favorevole”, purché i controlli siano limitati a situazioni specifiche o ad aree a rischio. Solo il 16% si oppone nettamente, temendo una deriva repressiva e un clima eccessivamente “poliziesco”.

La direttiva prevede che i controlli manuali vengano effettuati solo nei casi più gravi, su richiesta dei dirigenti scolastici, e affidati esclusivamente alle Forze dell’ordine, senza coinvolgere il personale della scuola. Su questo aspetto, una parte degli studenti appare persino più rigida: il 37% concederebbe piena libertà di intervento alle Forze dell’ordine in presenza di un pericolo concreto, mentre il 32% chiede che le perquisizioni avvengano con tutele precise, come la presenza dei genitori o di personale specializzato.

Accanto al consenso, emergono però anche timori legati al clima scolastico. Solo il 21% degli intervistati ritiene che i metal detector possano aumentare realmente la serenità a scuola. Il 35% teme invece un aumento della tensione e possibili reazioni di sfida, mentre il 32% paventa un clima di ansia e sospetto, con ripercussioni sul rapporto di fiducia tra studenti e istituzione.

Per molti ragazzi, infatti, i controlli rappresentano un rimedio temporaneo, non una soluzione strutturale. Il 47% degli studenti chiede di investire soprattutto su educazione e prevenzione, con corsi obbligatori su affettività, gestione della rabbia e legalità. Il 25% invoca un supporto psicologico stabile nelle scuole, mentre solo il 23% punta principalmente su strumenti tecnologici e sistemi di controllo.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate