Il tema del Middle management continua a tenere banco ormai da anni nel mondo scolastico. Una figura, quella del collaboratore scolastico, da riconoscere per via contrattuale o no? A discuterne, dando il loro parere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live, le segretarie generali della Cisl Scuola Ivana Barbacci e della Flc Cgil Gianna Fracassi:
“Noi ci siamo già passati con la legge 107 nel 2015 dove insieme unitariamente abbiamo combattuto l’idea che potessero esserci dei capi dirigenti scolastici, allora venivano chiamati sceriffi e dei capetti intermedi – spiega Barbacci – questo è un modello di scuola che non ci appartiene, ma ci appartiene un modello di scuola e un’idea che va a rispondere anche a quello che quotidianamente avviene nelle scuole nelle quali ci sono molti insegnanti che oltre al loro lavoro d’aula danno la disponibilità per lavorare in più a supporto e a sostegno delle scelte degli organi collegiali“.
“Se questa è una strada che se per me è una strada equa, è una strada che la scuola già mette in campo, noi possiamo dare un contributo al sistema scolastico che si evolve, usciamo da quell’appiattimento retributivo perché non stiamo individuando alcuni che stanno sopra qualcun altro, ma stiamo cercando di rispondere al lavoro aggiuntivo che molti dei colleghi fanno pagati quattro soldi dal fondo del miglioramento dell’offerta formativa“.
“Questa roba va gestita meglio, gli va data un’articolazione con delle categorie individuate dagli organi collegiali, con delle funzioni a supporto del piano dell’offerta formativa in cui si cresce come collegio dei docenti e come organismi che hanno tutti una funzione collegiale. Io credo in questo modello, lavorerò spero con altri perché questo accada, non lo posso fare da sola. Sono certa che ci troveremo tutti d’accordo”.
“Noi questa scelta l’abbiamo già fatta all’interno del fondo di istituto – afferma Gianna Fracassi – il punto qual è? Quel fondo è stato radicalmente tagliato e quindi quelle risorse non servono più a coprire tutto il lavoro aggiuntivo che viene fatto nella scuola, anche il lavoro che prescinde da un incarico specifico. Quindi il tema non è retribuire il coordinatore di classe, così faccio qualche esempio, quella che ai miei tempi si chiamava la fiduciaria di plesso piuttosto che altre figure. Certo che dobbiamo dare delle risorse aggiuntive. Il punto è farlo senza introdurre un elemento gerarchico perché in assenza di risorse i soldi non ci sono e rimane l’elemento gerarchico.”
“Per quanto mi riguarda uno dei motivi per cui molti anni fa mi sono iscritta a questo sindacato è stato esattamente per questa ragione, cioè perché aveva e lo ha perseguito nei contratti, dato, garantito a tutti coloro che fanno un lavoro aggiuntivo ma in un quadro di unità della funzione docente di essere retribuito, ma questo, come dire, già accade, no?”