Home I lettori ci scrivono Ministro Patrizio Bianchi: “La maestà della legge dov’è?”

Ministro Patrizio Bianchi: “La maestà della legge dov’è?”

CONDIVIDI

Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi è intervenuto al Convegno sulla valutazione che si è tenuto il 20 ottobre 2021: ha puntato il dito versola scuola media, profondamente fordista, frammentata, gerarchizzata” e ha auspicato “un grande dibattito nazionale sulla scuola, sulla didattica, sulla valutazione aperto a voci anche molto diverse tra loro”.

All’inizio del suo intervento il ministro si è presentato come uomo di ricerca, carattere che ha avvalorato col suo vissuto professionale. Però un processo di ricerca prende avvio con l’identificazione del problema che, nel caso in esame, trova la sua definizione nelle norme. La sua critica alla secondaria di primo grado, invece, nasce dall’osservazione dell’ordinaria gestione delle scuole: la dissonanza esistente tra gli indirizzi programmatici e la relativa applicazione è stata trascurata.

Icotea

A titolo esemplificativo si trascrive un frammento del programma ministeriale del 79, tuttora vigente: “Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”

L’analisi di tale disposizione disegna il modello di scuola che le scuole avrebbero dovuto realizzare:

SVILUPPO UNITARIO: la collegialità è la sola modalità operativa efficace; la crisi degli organismi collegiali dimostra la sua banalizzazione;

RICCO DI FUNZIONI, CONOSCENZE, CAPACITA’, ORIENTAMENTI: si tratta dei traguardi che il sistema educativo, unitariamente, avrebbe dovuto perseguire;

COMPIERE SCELTE: un esempio di una delle capacità su cui tutti gli insegnamenti dovrebbero convergere;

STRUMENTO E OCCASIONE: la crescita intellettiva e dell’operatività dei giovani sono poste a fondamento del “coordinamento didattico”, organizzazione che nella pratica è raramente praticata.

Al termine del suo intervento il ministro ha domandato: “Cos’è una competenza?”. 

La disposizione sopra trascritta contiene gli elementi per formulare una risposta: una competenza è il comportamento di una persona “in grado” di affrontare le “occasioni” che incontra, utilizzando “strumentalmente” quanto conosce, elaborandole con le “capacità” che ha maturato.

Enrico Maranzana