Prima Ora - Notizie del 9 giugno 2026

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09.06.2026
Aggiornato alle 19:17

Quando dopo la scuola elementare migliaia di alunni erano nelle stesse condizioni della piccola di Filicudi

Quello della piccola alunna di Filicudi che ora termina la scuola primaria ma non sa come fare a frequentare la scuola media senza dover usare tutti i giorni l’aliscafo per recarsi a Salina è un problema vecchio che 50-60 anni fa riguardava decine e decine di migliaia di studenti.
All’epoca esisteva l’obbligo scolastico fino a 14 anni ma poi molto spesso lo Stato non era in grado di garantire a tutti la frequenza della scuola dopo la quinta elementare.

Chi abitava in piccoli paesi di montagna, per esempio, non aveva proprio la possibilità di recarsi a scuola; negli anni ’50 (e ancora fino al 1962 quando entrò in vigore la legge sulla scuola media unica) al temine delle elementari i bambini potevano frequentare i corsi di avviamento che servivano ad “indirizzare” al lavoro soprattutto coloro che avevano la possibilità di frequentare una scuola superiore anche solo biennale o triennale.
In Parlamento le forze politiche erano divise: la sinistra chiedeva risorse per poter aprire scuole medie o almeno di avviamento anche nei Comuni più piccoli, ma gli ostacoli erano tanti.
Non era solo una questione economica, ma c’era la difficoltà oggettiva di avere anche docenti e professori.
Ad un certo punto il ministro Antonio Segni, futuro presidente della Repubblica, ebbe l’idea di creare a titolo sperimentale classi post-elementare, affidate agli stessi insegnanti della scuola elementare.  Il progetto, però, era ostacolato dall’opposizione parlamentare, che avrebbe voluto una maggior diffusione delle scuole di avviamento come primo passo verso l’istituzione della scuola media unica.
Ma nel 1955 quando vennero approvati i programmi per la scuola elementare firmati dal Ministro Ermini, nel decreto finale vennero inseriti anche i programmi delle classi VI, VII e VIII.
E così l’opposizione (e cioè socialisti e comunisti) venne messa di fronte al fatto compiuto.
Questo modello funzionò per molti anni e cioè fino a quando continuarono ad esistere piccoli paesi di montagna dai quali era di fatto impossibile arrivare nei centri più grandi.
In pratica fino alla metà degli anni ’60 l’obbligo fino a 14 anni esisteva sulla carta ma di fatto per migliaia di ragazzi e di ragazze era solamente un sogno.
Chi oggi decanta la scuola che c’era prima della media unica forse dovrebbe ricordarsene.
 

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