C’è indignazione per quanto accaduto la mattina di martedì 9 giugno all’Università “La Sapienza” di Roma, dove il collettivo “Cambiare rotta” ha dato fuoco a una fotografia che ritraeva Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega.
Lo stesso Salvini ha usato parole di sdegno: “C’è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l’insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente. E questi sarebbero i ‘tolleranti’ e ‘accoglienti’? Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione”.
“Solidarietà e vicinanza a Matteo Salvini” è stata portata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per quello che il numero uno del Mim ha definito “un vile gesto compiuto oggi alla Sapienza: bruciare l’immagine di un esponente politico è un atto di intolleranza che nulla ha a che vedere con il confronto democratico”.
“Chi alimenta l’odio e la delegittimazione dell’avversario avvelena il dibattito pubblico e tradisce i valori di rispetto e libertà sui quali si fonda la nostra democrazia. Auspico che vi sia ferma condanna per quanto avvenuto da parte anche delle opposizioni”, ha sottolineato Valditara.
Un episodio simile era già accaduto, ricorda Il Tempo, il 29 novembre 2024 a Torino, quando al termine del corteo di ProPal, centri sociali e studenti era stata data anche in quel caso alle fiamme un’immagine di Salvini.