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Monti chiede rispetto per i docenti. Ma guai a parlargli di soldi in più

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La scuola è una componente assolutamente cruciale di un paese civile, di un paese la cui l’economia deve crescere. L’obiettivo finale è quello di dare grande rispetto sociale a chi dedica la sua vita alla scuola come insegnante“. Sono parole importanti quelle di Mario Monti, ospite di ‘Nove in punto’ su Radio24 in veste di candidato alle elezioni politiche di fine febbraio.
 “In Finlandia, ad esempio – ha aggiunto il candidato premier di Scelta Civica – la scuola elementare è molto avanzata e giova moltissimo alla competitività del Paese, gli insegnanti sono considerati una categoria sociale particolarmente rispettata, perché si occupano dei nostri figli, perché creano il nostro futuro“.
L’uscita del Presidente del Consiglio non è sembrata particolarmente fortunata: in Finlandia, infatti, la busta paga degli insegnanti è decisamente maggiore di quella dei nostri. Al premier uscente è stato quindi chiesto se l’obiettivo è aumentare gli stipendi dei docenti. “Non vogliamo comprare la soddisfazione degli insegnanti – ha risposto Monti – vogliamo migliorare la scuola in modo che siano anche loro più orgogliosi di lavorarci“. Viene da chiedersi, a questo punto, cosa ne penserebbero i diretti interessati: moltissimi insegnanti, a quanto ci risulta, ritengono infatti a dir poco inadeguato lo stipendio che lo Stato italiano riserva loro. Tra i meno gratificanti nell’area dei paesi più avanzati. E, tra l’altro, a stento rivalutato da scatti automatici bloccati per legge per quattro anni e sinora recuperati a caro prezzo (risparmi derivanti dai tagli, Mof, ecc.).
Le dichiarazioni di Monti hanno determinato una ridda di polemiche. Tra i primi a commentare negativamente è stato il leader dell`Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, candidato con Rivoluzione Civile-Lista Ingroia: “Monti è senza vergogna quando parla della scuola e degli insegnanti. Il suo governo ha agito in perfetta continuità con le politiche di smantellamento della pubblica istruzione portate avanti dalla Gelmini e da Tremonti“.
Il professore – incalza Di Pietro – ha operato tagli feroci nei confronti del comparto, incentivando il precariato tra i docenti e mortificando un`intera categoria con un concorso truffa che non è servito assolutamente a niente. E` offensivo, quindi, che proprio Monti parli di `rispetto sociale da dare agli insegnanti` quando il suo esecutivo ha completato l`opera di distruzione della scuola pubblica avviata da Berlusconi“.
Forti critiche anche da parte di Elena Centemero, responsabile nazionale scuola del Pdl: “mi meraviglio – sostiene Centemero – che il professor Monti parli di rispetto sociale verso i docenti quando le scelte politiche del suo governo, contenute nel disegno di legge di stabilità, andavano esattamente nella direzione opposta: più ore di lezione, nessuna retribuzione, baratto con qualche giorno di ferie in più”. Secondo  l’esponente del Pdl “il professore imparerà che in politica contano i fatti, non le parole. Il Popolo della libertà ha portato avanti proposte sull’autonomia delle scuole, la valutazione ai fini del riconoscimento del merito e di una sempre maggiore qualità dell`istruzione, lo sviluppo di una formazione europea ed internazionale“. A tal proposito, il 1° febbraio la stessa Centemero ha organizzato, il 1° febbrario, un convegno a Roma dal titolo “La nostra scuola: insieme per un nuovo futuro”.