Che sia lo studio della musica Trap, ascolto della musica classica o creazione della musica digitale, molti sono i benefici dello studio di questa disciplina nelle scuole. L’educazione musicale è rimasta materia curriculare solo nel primo ciclo (ma non più di due ore a settimana dalla primaria alle medie); mentre alle superiori c’è il liceo a indirizzo musicale e coreutico, ma in tutti gli altri indirizzi la musica non c’è, è una scelta opzionale del singolo Istituto.
La musica dovrebbe essere insegnata in modo integrato con le altre materie, così che i ragazzi possano comprendere i compositori nel loro contesto storico, culturale e artistico. La storia della musica potrebbe essere collegata alla storia generale, alla letteratura e persino all’arte, permettendo ai giovani di sviluppare una visione più ampia e consapevole.
Il 25 settembre nella bellissima piazza del Duomo a Milano si è svolto il terzo incontro del progetto “Uto Ughi per i Giovani”. L’iniziativa è organizzata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, su input dello stesso Ministro Giuseppe Valditara, con la collaborazione della Fondazione Uto Ughi.
Il progetto prevede la partecipazione di quasi 600 fra studenti e insegnanti e rientra nell’ambito del Protocollo d’Intesa firmato tra il MIM e la Fondazione Uto Ughi che ha l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere alunne e alunni, studentesse e studenti, delle scuole di ogni ordine e grado, all’ascolto e alla conoscenza della musica classica e dell’arte.
A sensibilizzare sulla grande importanza che riveste la musica nel contesto dei piani didattici è lo stesso Musicista in una intervista rilasciata a Il Sole 24 ore.
Per il grande esponente della scuola violonistica italiana “è necessario rendere la musica una presenza più centrale nel percorso educativo e formativo delle nuove generazioni”. E spiega i motivi per cui oggi l’educazione musicale non debba essere considerata marginale, ma una parte fondamentale della crescita culturale e personale dei giovani.
Coinvolgere gli studenti di tutte le scuole, dall’infanzia alle superiori, all’ascolto e alla conoscenza della musica classica attraverso la riscoperta dei luoghi della musica è l’obiettivo che il grande Musicista si è dato con la fondazione che porta il suo nome (insieme con i consiglieri Gianni Letta, Francesco Micheli e Luca Fossati) provando attraverso azioni mirate di istruzione e formazione, a far conoscere i grandi capolavori ai giovani, “che purtroppo spesso ignorano la ricchezza e l’importanza della nostra tradizione musicale” come ci tiene a precisare il Maestro.
Nel protocollo di Intesa tra MIM e la fondazione si riconosce, la rilevanza della pratica musicale per favorire la creatività, l’espressione artistica e la formazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti. Si punta dunque a promuovere la conoscenza della grande tradizione musicale classica, con particolare riferimento alla storia della musica italiana, e il ruolo centrale che ha rivestito la musica classica nella storia e nella cultura dei popoli.
Altro obiettivo è quello di sviluppare la conoscenza delle varie potenzialità espressive degli strumenti musicali, favorendo un atteggiamento positivo verso l’esperienza di ascolto della musica classica anche come occasione di crescita personale e sociale. La musica contribuisce a potenziare le capacità di apprendimento e favorisce il benessere psicofisico di alunni e studenti.
. Un altro aspetto centrale è l’educazione all’ascolto. Condurre i ragazzi all’ascolto attivo significa “insegnare loro a comprendere un brano musicale, a identificarne gli autori, gli stili e le peculiarità”. Un ulteriore aspetto è quello di dover insegnare ai giovani ad ascoltare e a leggere la musica: purtroppo, oggi c’è un analfabetismo musicale diffuso. La maggior parte dei ragazzi che escono dalle scuole medie non sanno leggere uno spartito e questo è un limite che la fondazione insieme al MIM vuole superare. Conoscere e studiare la musica significa anche il canto, la fondazione propone l’introduzione di un coro in ogni scuola Cantare insieme significa imparare ad ascoltare il prossimo, a creare armonia, a sentirsi parte di un tutto. Inserire il coro in ogni scuola significa per il musicista, gettare le basi per una società più armoniosa e consapevole.
La musica Rap e Trap ascoltata dai teenager è annosa fonte di discussione per l’uso di un linguaggio volgare e per i temi trattati nei testi delle canzoni.
Questo tipo di musica ha però un forte potenziale educativo perché è una musica diretta, che esprime grande vitalismo e ha una grande capacità espressiva.
“Senza considerare l’enorme diffusione presso giovani e giovanissimi”, sottolinea Mariani, il famoso insegnante rapper al liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia che usa la musica come strumento per trasmettere contenuti di tipo culturale e scolastico (fonte Il Sole24 ore). La musica trap non è da censurare ma è giusto criticarla e chiederci in che tipo di società sia nata. Secondo gli esperti, alla base dei contenuti provocatori della trap c’è un grande disagio giovanile ed esistenziale, un grido di dolore lanciato dai giovani. La società dovrebbe capire come affrontare certi temi, discutere su come guarire questo disagio che poi produce certe forme espressive. Serve andare alla fonte del problema per capire il motivo dei contenuti violenti, sessisti e misogini della Trap. Per questo lo studio della musica trap unito all’educazione affettiva nelle scuole sarebbe molto utile.
La musica digitale offre strumenti potenti per l’apprendimento, integrando teoria e pratica attraverso piattaforme digitali e app, favorendo la creatività, la composizione e l’inclusione degli studenti con diverse abilità. Questo approccio trasforma i dispositivi in strumenti didattici versatili per l’ascolto, la produzione e la scrittura musicale, creando laboratori di apprendimento innovativi e motivanti.
Tanti i vantaggi dello studio della musica digitale, in primis troviamo un apprendimento inclusivo e fortemente motivante anche per gli studenti con diverse abilità. La composizione della musica stimola inoltre la creatività e la fantasia.
La musica digitale è facilmente integrabile con le altre discipline come scienza e sostenibilità, in quanto stimolano l’esplorazione e l’analisi dei dati.