Dal 3 al 7 settembre, come ogni anno dal 1997, il ‘Festivaletteratura’ sarà di scena a Mantova, dove, come ebbe a dire Andrea Camilleri – frase citata in apertura del sito dedicato – “alcuni mantovani fecero la bella pensata d’organizzare una specie di “festa” della letteratura, da tenersi ogni anno sul finire dell’estate”.
Si tratta di una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti e artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano nella città dei Gonzaga per mettere a confronto storie, idee e parole per comprendere la contemporaneità e le sue sfide immaginando scenari futuri.
Quella che sta per cominciare – come riporta il sito direfareinsegnare.education – è un’edizione che non rinuncia, infatti, a pensare al futuro e a tracciare strade per muoversi nei tempi che verranno. Lo farà come di consueto coinvolgendo prima di tutto giovani e giovanissimi che contribuiranno al dibattito con la propria energia, istanze, bisogni a volte trascurati o più spesso sottovalutati.
È proprio con i più giovani che gli scrittori e artisti presenti a Festivaletteratura intendono ragionare di cittadinanza e ambiente, di identità e linguaggi, di partecipazione e accesso alla cultura. Tra i temi degli incontri in programma, ci saranno le rotte della narrativa contemporanea, indagate insieme agli autori e alle autrici come Mariana Enríquez, Ali Smith, Mieko Kawakami e Ocean Vuong; la letteratura palestinese e le voci che arrivano da Gaza, per non assuefarsi all’orrore; le “vie dell’Asia” della letteratura, dalla Cina allo Sri Lanka.
Il programma è ricchissimo: segnaliamo, il 3 settembre alle 18.15 a Palazzo San Sebastiano, l’incontro con la scrittrice scozzese Ali Smith che con i suoi romanzi ha scelto di accettare la sfida di scrivere del tempo in cui viviamo. Con la scrittrice italiana Gaia Manzini, Smith discuterà di questo momento storico in cui il capitalismo sfrenato, il controllo digitale, la tecnocrazia e la repressione del dissenso non sono solo le basi di quello che potrebbe essere un romanzo orwelliano, ma una quotidianità vissuta da molti.
Sempre il 3 settembre, alle ore 17.00 presso la sede di Mantova del Politecnico di Milano, la docente di lettere e scrittrice Manuela Manera rifletterà sul concetto di “analfabetismo funzionale” e tenterà di mostrare come la realtà sia molto più complessa di come viene semplificata: partendo dalla somministrazione di alcuni test di rilevazione delle competenze genere Ocse-Pisa ai partecipanti, l’autrice di “La lingua che cambia” metterà in evidenza i limiti delle rilevazioni internazionali e la necessità di guardare alle competenze soprattutto dei più giovani con altri strumenti. Perché la nostra società evolve e la lingua con lei.
Tra riassestamenti grammaticali, slang giovanili, gerghi settoriali, usi e abusi di punti e virgole, in quest’incontro – e negli altri che terrà – ci si confronterà sullo stato variabile dell’italiano di oggi, non per fissare regole ma per guardare a come stiamo cambiando, con esercizi scritti e orali a ogni lezione.