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Nel buio delle grotte, incontro di speleologia

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Esplorare il mondo sotterraneo cimentandosi nel gioco dell’oca della grotta e completando lo speleopuzzle: è l’avventura che hanno provato tutti i visitatori in età scolare ospiti della manifestazione“La grotta, è la casa di chi?”, realizzata dal 1 al 5 novembre a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nell’ambito dell’incontro internazionale annuale di speleologia “Scarburo!”. L’evento, realizzato con il supporto del Laboratorio Interdisciplinare della S.I.S.S.A. e della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia con il supporto degli studenti del corso di Museologia scientifica del Master in Comunicazione della Scienza, ha permesso di far vivere ai piccoli visitatori entusiasmanti esperienze nel mondo sotterraneo.
Oltre a presentare i misteriosi organismi che vivono nelle oscurità delle grotte, l’exhibit ha permesso di vedere da vicino alcuni dei fenomeni adattivi più esemplari, come l’assenza di pigmentazione o lo sviluppo di soluzioni sofisticate per orientarsi al buio, fino a stravaganti curiosità, come le zampe molto lunghe sviluppate dai ragni per non essere a diretto contatto con il terreno, difendendosi così dall’umidità. Nel corso della mostra, oltre alle visite guidate sotto e sopra la crosta terrestre, sono state anche attivate attività per esperti e amanti speleologi: dalle tavole rotonde ai filmati fino a congressi all’insegna della speleologia.

“La mostra – spiega Paola Rodari, responsabile insieme a Matteo Merzagora del corso di Museologia – ha animato il raduno annuale di speleologia con lo scopo di illustrare come la grotta sia una “casa” costruita dall’acqua, dove, a diverse distanze dalla superficie, vivono e hanno vissuto abitanti diversi: dagli uomini ad alcuni grandi mammiferi, dai pipistrelli a particolari famiglie di insetti”. Alla fine della singolare iniziativa abbiamo provato a chiedere chi erano i più entusiasti dell’esperienza sotto terra. Risposta pressoché scontata: i ragazzi, ovviamente.