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“Nessun rapporto tra docenti e studenti via sms o sui social”. Così un preside a Savona

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Il preside del Liceo Classico “Chiabrera” di Savona, Alfonso Gargano, invita i propri colleghi e studenti a non avere rapporti via sms o sui social.

Così come segnala Il Secolo XIX, linea dura per gli istituti della provincia di Savona.

“Nel collegio docenti – dice Gargano – invito il corpo insegnante a non essere presente su Facebook o su altri social con un proprio profilo. Non posso vietarlo. È, però, vietato ad ognuno, instaurare contatti con alunni della scuola attraverso contatti su chat o sul numero di telefono privato. Vietato anche “dare l’amicizia” via Facebook ai propri alunni o a studenti della scuola”.

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“Non condivido iscrizione dei docenti ai social network”

“Il nostro liceo – dice – ha attivato i mezzi tecnologici idonei alle comunicazioni, anche in tempo reale, tra ragazzi e insegnanti. Abbiamo il registro elettronico, che dota sia studenti che famiglie di password apposite e distinte, dove le comunicazioni con la scuola sono dirette e alla luce del sole, pur nella riservatezza. Abbiamo, poi, attivato una piattaforma elettronica “chiusa”, a cura di una figura regolamentata dal Ministero: gli animatori informatici, che, dopo un corso, si occupano, a loro volta, della formazione dei colleghi. Non posso vietare l’iscrizione ai social dei singoli docenti – conclude – ma non la condivido. Vietati, invece, i contatti con i ragazzi al di fuori dei canali ufficiali”.

Maturità più che regole stringenti

Ormai 4 prof su 10 partecipano al gruppo classe su Whatsapp (in base a una recente ricerca di Skuola.net) e il rischio di lasciarsi andare su piattaforme online che inducono a un tono amichevole aumenta sempre di più. Quello che conta, però, non sono gli ammonimenti, ma la maturità. Tutto si dovrebbe basare sull’autorevolezza e l’equilibrio del docente. Nel rapporto tra prof e alunni quello che conta è la persona, la maturità. Non è solo una questione di regole.

Il caso della scuola in provincia di Treviso

Niente gruppi Whatspp per i docenti dell’istituto comprensivo di Vazzola e Mareno di Piave, in provincia di Treviso. Gli insegnanti non devono partecipare alle chat con genitori e studenti.

La chat di classe tra genitori “dovrebbe essere riservata esclusivamente a situazioni amicali”. Lo stabilisce una circolare, Uso e abuso delle chat, emessa dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Mareno, il 14 dicembre scorso.

Le comunicazioni devono avvenire solo attraverso le vie istituzionali: diario, registri elettronici e circolari.

“Giungono da più parti a questa direzione segnalazioni di criticità legate alle nuove modalità di comunicazione digitale e all’uso/abuso da parte di alcuni studenti della chat Whatsapp o di altri social – evidenzia la dirigente scolastica –. Le famiglie e i docenti provvederanno a spiegare agli alunni che tutto quanto si scrive in una chat condivisa può diventare pubblico e può essere scambiato e letto, anche da chi non si trova iscritto alla chat.

E’ bene ricordare che un messaggio o un’immagine inviati non ci appartengono più e non riusciamo più a controllarli. Inoltre, il fatto di comunicare a distanza, senza avere davanti l’interlocutore, spesso fa sì che i contenuti sfuggano di mano e si utilizzino linguaggi non opportuni e irrispettosi o si postino immagini senza autorizzazione; situazioni che, oltre a offendere o ferire le persone, rovinando un buon clima di classe, potrebbero avere conseguenze sul piano civile o penale”.