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Non solo zaini pesanti, il vero problema è la postura: cosa può fare la scuola

È trascurata, quasi dimenticata. Nessuno ne parla, ma di tanto in tanto qualcuno se ne ricorda e incolpa i poveri zainetti, in fin dei conti non così tanto colpevoli: è la schiena dei nostri ragazzi che non avendo, da piccoli, imparato i corretti automatismi, si ritrovano con una colonna vertebrale in pessimo stato.

Ce lo ricorda in questi giorni La Repubblica, che intervista Luca Bernardo, direttore del dipartimento di Medicina dell’Infanzia e dell’Età Evolutiva dell’ASST. Fatebenefratelli-Sacco-Buzzi di Milano. Secondo lo specialista, negli ultimi anni stiamo assistendo a un incremento significativo di disturbi posturali legati allo scarso movimento fisico e all’uso prolungato di dispositivi tecnologici: è il fenomeno del ‘text neck’, ovvero la flessione prolungata del capo per guardare in basso verso lo schermo del telefono, che sta diventando un’emergenza sanitaria nei giovani.

Il paziente con sindrome del text neck – si legge su fisioscienze.it – presenta solitamente dolore al collo e una sensazione di rigidità. Quest’ultima rende difficoltosi i movimenti del collo e si verifica dopo un uso prolungato del cellulare. Il dolore, invece, descritto come sordo o acuto, può essere localizzato in un punto ben preciso o in un’area più diffusa, solitamente nella parte inferiore del collo. A lungo termine – continua il professor Bernardo – mantenere posture scorrette può portare ad alterazioni strutturali della colonna vertebrale, come scoliosi, ipercifosi o iperlordosi. Inoltre può influenzare la capacità respiratoria, limitando l’espansione toracica e riducendo la ventilazione polmonare, con ricadute sulla capacità di concentrazione e sull’energia.

E allora, prevenzione. Se consideriamo, infatti, che l’età degli utenti di smartphone e altri dispositivi elettronici si abbassa sempre di più, è alla scuola primaria che occorre intervenire: spalle cadenti, dolori alla schiena, difficoltà a tenere la postura eretta, scapole sporgenti. I bambini hanno bisogno di educazione posturale a scuola. Non è più questione – o perlomeno non solo – di zainetto pesante. È il risultato delle ore che passano su tablet e telefonini e quelle tolte ai giochi in cortile o al parco, che un tempo rappresentavano un’importante forma di esercizio fisico naturale.

Un contributo di sicuro interesse è quello proposto dall’AIFI, l’associazione Italiana di Fisioterapia, che con il suo progetto “La schiena va a scuola” entra nelle aule per insegnare comportamenti e stili di vita sani. Intervistata da Repubblica, Ambra Galante – fisioterapista specialista in area pediatrica di Aifi – invita a liberarsi da alcune false credenze secondo le quali la schiena sarebbe debole e andrebbe protetta evitando pesi o con il supporto di sedie posturali. Piuttosto va salvaguardata facendo movimento e allenando i muscoli che la sostengono. E poi, sottolinea, il fattore tempo è determinante: “Anche la posizione più ergonomica del mondo fa venire mal di schiena se tenuta troppo a lungo: va cambiata di frequente”

Lotta, dunque, al nemico pubblico numero uno delle nostre schiene, soprattutto di quelle dei bambini: la sedentarietà.

Gli esperti concordano sul fatto che servano delle cosiddette ‘pause attive’, sessioni di 5-15 minuti per semplici compiti motori. Una raccomandazione che arriva direttamente dal ministero della salute ma che non trova seguito nelle scuole dove il programma prevede solo due ore di educazione motoria a settimana. L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o vigorosa per i bambini e i ragazzi, per garantire un corretto sviluppo muscolare, osseo e cardiovascolare. Integrare più ore di educazione motoria a scuola diventa allora una scelta obbligata per la salute pubblica. E servono esercizi mirati: il professor Bernardo suggerisce allungamenti muscolari specifici (soprattutto per muscoli retratti come psoas, ischio-crurali e pettorali), esercizi di potenziamento del core e della muscolatura paravertebrale, rieducazione respiratoria diaframmatica e, soprattutto, lavoro sulla consapevolezza posturale. È fondamentale educare i bambini a riconoscere e correggere le proprie abitudini scorrette nella vita quotidiana, per prevenire patologie future e per migliorare la qualità della vita scolastica.

A supporto del suo progetto, l’associazione Italiana di Fisioterapia ha messo a punto una guida, indirizzata a genitori e docenti allo scopo di fornire informazioni e strumenti atti a promuovere comportamenti e stili di vita corretti, utili nella prevenzione delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico, in particolare a livello della colonna vertebrale, dei nostri bambini.

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