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Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali: il testo

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Non dovrebbero esserci ostacoli ormai all’approvazione definitiva della riforma degli organi collegiali e della nuova governance della scuola proposta dall’on. Valentina Aprea che però ha dovuto tralasciare il progetto ben più ambizioso della riforma dello stato giuridico degli insegnanti, il cui primo abbozzo era stato avviato dall’on Angela Napoli di An al tempo della ministra Moratti. 
Ecco il testo, con accanto l’originale proposta di legge, sia sull’autogoverno della scuola e sia sullo stato giuridico dei professori insieme alle modalità di formazione e reclutamento dei docenti. Sono in tutto 14 articoli suddivisi in due capitoli che per certi versi sovvertono gli onusti ormai decreti delegati sulla scuola approvati con la legge del 1973 su spinta della contestazione del 1968. 
Punti fondamentali sono: l’autonomia statuaria concessa a ogni scuola con cui verrà regolata la composizione e il funzionamento degli organi interni fra cui spunta il consiglio dell’autonomia, che dura in carica tre anni ed è composto di fra nove e tredici, e il nucleo di autovalutazione interno (composto di tre fino a sette componenti) a ogni istituzione scolastica, in raccordo con l’Istituto nazionale per la valutazione (Invalsi). 
Importante è la costituzione di reti e consorzi a sostegno dell’autonomia scolastica con cui è possibile promuovere o partecipare alla costituzione di reti, consorzi e associazioni di scuole autonome che si costituiscono per esercitare un migliore coordinamento delle stesse. 
Le autonomie scolastiche possono altresì ricevere contributi da fondazioni. Altra novità il consiglio delle autonomie scolastiche.

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