Un fatto curioso che è avvenuto in un periodo caldo pieno di occupazioni nelle scuole, da Nord a Sud. La dirigente scolastica di un istituto di Napoli ha deciso di chiudersi nel suo ufficio, in presidenza, per 48 ore, dormendo, quindi, a scuola.
Come riporta La Repubblica, la donna ha voluto presidiare gli spazi dove non voleva che i ragazzi raggiungessero. La dirigente ha chiuso la porta della sua presidenza a doppia mandata. A scuola, due giorni fa, sono arrivati anche gli agenti della Digos. A loro i ragazzi hanno spiegato: “La dirigente rifiuta assolutamente ogni dialogo con noi sulle tante problematiche della nostra scuola e non ha provveduto alla sanificazione degli ambienti”.
Ieri mattina, utilizzando un canale Telegram che di norma serve per le comunicazioni scolastiche, ha invitato ancora gli studenti a sgomberare la scuola, ricordando loro i reati che commettono con l’occupazione: dall’interruzione di servizio pubblico all’invasione di edificio pubblico, dalla violenza privata alla negazione del diritto allo studio.
Qualche giorno fa, in un altro istituto di Napoli, la dirigente scolastica, appresa la volontà degli studenti, ha deciso di agire preventivamente, chiudendo la scuola.
Come riporta Ansa, queste sono state le motivazioni: “Questa istituzione scolastica non aprirà i battenti e rimarrà chiusa a tempo indeterminato fino a nuovo avviso. Tale drastica misura si rende imprescindibile a causa di gravi motivi di sicurezza e ordine pubblico”.
“Nelle immediate vicinanze del plesso e nelle pertinenze della scuola – spiega la nota dell’istituto – si è registrata la presenza di soggetti non autorizzati ed estranei alla comunità scolastica, i quali hanno palesemente espresso l’intenzione di occupare la struttura e interrompere lo svolgimento delle regolari attività didattiche. La presenza e le dichiarazioni di queste individui, che manifestano un atteggiamento palesemente minaccioso, rappresentano un potenziale e serio rischio per l’incolumità fisica e la sicurezza di tutti gli studenti e del personale docente e Ata”.