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Oggi a Brindisi migliaia in corteo per commemorare Melissa

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  • GUERINI

In mattinata una messa è stata celebrata nell’atrio della scuola ‘Morvillo-Falcone’ di Brindisi, davanti alla quale sabato scorso è scoppiato l’ordigno che ha ucciso Melissa.
 Il corteo, dicono gli studenti brindisini, “non sarà una sfilata per pochi, sarà la giornata di riscatto e protagonismo, menzionati già nell’appello di lancio della mobilitazione. Per lasciare spazio e dare voce agli studenti di Brindisi, pochi saranno gli interventi dal palco delle associazioni e dalle casse non risuonerà alcuna musica, ma solo la voce delle compagne e dei compagni di scuola di Melissa e delle altre ragazze ferite, di tutti gli studenti brindisini che hanno bisogno di rispondere con coraggio al vile attacco del 19 maggio, per riuscire ad esclamare in maniera convinta “Io non ho paura!”.
“Il corteo però non vuole essere una marcia funebre, non vuole evocare tristezza e paura, ma anzi sarà quanto più colorato possibile.”
Gli studenti di tutta Italia porteranno durante il corteo centinaia di palloncini e si coloreranno le mani. Le mani colorate sono il segno di chi non vuole essere sopraffatto dalla paura e chiede con forza un riscatto concreto – dichiara Martina Carpani, presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Brindisi – perché non si può e non si deve pensare che come studentesse e studenti lasceremo che il nostro territorio venga controllato tramite la paura e soprattutto non permetteremo che, a riflettori spenti, ci si dimentichi di quello che è successo nella nostra citta’.”
“Il nostro impegno però non si ferma a oggi, ma riparte subito dopo per praticare quotidianamente la giustizia, la democrazia, la partecipazione: dalle scuole a tutta la città. Alla violenza e alla sofferenza delle bombe noi vogliamo rispondere armandoci di sapere e conoscenza, per plasmare un futuro differente, per ricostruire dalle macerie un castello di legalità, ma non intesa come parola vuota o come slogan da ripetere una volta l’anno, in questa o quella ricorrenza, ma come pratica sociale e civile, che si fonda sulla giustizia e sulla riappropriazione dei propri spazi. Vogliamo tornare protagonisti delle nostre scuole e delle strade di questa città, essere il motore che ci permetta di spiccare il volo verso un futuro migliore”.