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Oms: col covid salute mentale a rischio. I minori i più colpiti

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Secondo il rapporto Onu, presentato dalla direttrice del dipartimento salute mentale dell’Oms, anche la salute mentale, non solo quella fisica, è a rischio a causa della pandemia di coronavirus: “L’isolamento, la paura, l’incertezza, le turbolenze economiche, tutti questi elementi causano o potrebbero causare sofferenze psicologiche” e ha pure giudicato probabile un aumento dei casi di malattie mentali, questione che i governi dovrebbero mettere “in primo piano”.

Molte arie del mondo vulnerabili

La salute mentale e il benessere di intere società sono state gravemente colpite da questa crisi e sono una priorità da affrontare con urgenza.  Il rapporto dell’Onu, con linee guida su Covid-19 e malattie mentali, ha messo in evidenza diverse aree del mondo e parti di società vulnerabili al disagio mentale, inclusi bambini e giovani isolati da amici e dalla scuola, operatori sanitari che vedono migliaia di pazienti infettati e che muoiono per il coronavirus.

E i più piccoli costretti al chiuso?

Per altro verso, la domanda che tanti psicologi si fanno è la seguente: cos’è successo nel chiuso delle case ai più piccoli? Cosa hanno significato per i bambini questi quasi 3 mesi senza scuola, senza amici, senza nonni e senza parchi? Degli effetti – su molti fronti della mancanza di questi mesi di vita scolastica si parla e si parlerà ancora a lungo.


Ma c’è una preoccupazione che nel mondo della Giustizia minorile si condivide in questi giorni. Quella che, con la mancanza soprattutto delle antenne della scuola, siano rimaste nel chiuso delle mura domestiche anche tutte le storie di sofferenza dei più piccoli, che spesso, per primi, sono i maestri a notare.

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Telefono azzurro

Da qui l’allarme di Telefono azzurro sull’aumento delle violenze.

Ma su un altro fronte, questi sono stati anche mesi di bambini, rimasti soli, con genitori contagiati e portati in ospedale; o di bambini, a cui sono stati impediti i contatti con la famiglia, dopo il blocco delle visite con i genitori nelle comunità; o di bambini- ancora una volta- al centro di contese giudiziarie tra genitori separati, che hanno approfittato dei divieti dell’emergenza per farsi – anche così – la guerra. Per non parlare anche dell’affollamento delle carceri minorili.

Anche questi sono dunque costi, e non solo materiali, con cui si dovranno fare i conti appena la neve del Covid19 si scioglierà e appariranno le voragini che ha lasciato.

 

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