Non sempre è semplice orientarsi tra ore aggiuntive ed ore eccedenti di insegnamento. Si tratta infatti di due istituti giuridici distinti, disciplinati dal CCNL scuola 2019-2021, che prevedono modalità di svolgimento e compensi differenti.
Secondo l’art. 78 del CCNL, le ore aggiuntive rientrano nel Fondo di Istituto (FIS) e vengono utilizzate per attività didattiche oltre l’orario obbligatorio, fino a un massimo di 6 ore settimanali. Si tratta di interventi mirati all’arricchimento e alla personalizzazione dell’offerta formativa, con l’esclusione però di attività di sostituzione, ore di approfondimento negli istituti professionali e attività complementari di educazione fisica.
Per queste attività, la retribuzione prevista è la seguente:
Diverso è il caso delle ore eccedenti per supplenza, cioè quelle svolte dai docenti in sostituzione dei colleghi assenti, sempre entro il limite massimo di 6 ore settimanali. La retribuzione è calcolata in proporzione allo stipendio iniziale e varia a seconda del grado di scuola:
Per le ore di approfondimento negli istituti professionali, invece, il compenso corrisponde a 1/78 dello stipendio in godimento, a cui si aggiunge una quota del fondo di istituto per arrivare alla cifra di 38,50 euro.
Infine, per la scuola secondaria di I e II grado, ogni ora settimanale che supera le 18 ore di cattedra viene retribuita con 1/18 dello stipendio in godimento, per tutta la durata dell’anno scolastico.