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Aggiornato il 10.09.2025
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Organico docenti di sostegno, libri di testo e istruzione tecnica: Valditara risponde al Question Time – Rivedi la diretta

Redazione

Si svolge oggi, mercoledì 10 settembre, alle 15, il question time alla Camera dei Deputati. Sarà presente, a rispondere alle domande, insieme al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

RIVEDI LA DIRETTA

Le domande del Question Time

Docenti di sostegno

RUFFINO, GRIPPO, BENZONI, D’ALESSIO e SOTTANELLI. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   anche questo avvio di anno scolastico è coinciso con le ricorrenti problematiche relative alle immissioni in ruolo, alle cattedre ancora vacanti e alle chiamate degli insegnanti «last minute», con una carenza strutturale che riguarda soprattutto il sostegno. Ad esempio, secondo quanto riportato dall’ufficio scolastico regionale del Piemonte, il sostegno ha raggiunto appena il 75 per cento di copertura. Una parte rilevante dei docenti di sostegno saranno, quindi, supplenti, spesso con contratti a termine e competenze non specifiche;

   il Nord è il più colpito: oltre 5.700 posti vacanti nella scuola primaria sono concentrati in Lombardia, Veneto e Piemonte. Sul sostegno, il Piemonte registra ancora 1.297 posti scoperti, di cui 1.138 nella scuola primaria. Le fonti sindacali non escludono che i posti vacanti totali, tra tutti i gradi scolastici, possano sfiorare i 10.000;

   in Toscana, invece, secondo i dati ufficiali, gli studenti con disabilità sono passati dai 18.791 dello scorso anno ai 20.553 attuali. L’organico del sostegno conta 15.641 insegnanti, ma di questi solamente 6.273 di ruolo, segno di una precarietà cronica che pesa anche sulla qualità dell’offerta educativa e sulla continuità per alunni e famiglie;

   gli studenti con disabilità sono circa 337.000. I posti di sostegno autorizzati sono 222.000, ma oltre 90.000 cattedre risultano occupate da insegnanti senza specializzazione, spesso assunti con contratti a termine. La discontinuità rappresenta un problema grave: il 57 per cento degli alunni cambia docente ogni anno e per l’8 per cento la figura di riferimento varia addirittura durante il medesimo anno scolastico;

   l’attuale proposta di riforma prevede la trasformazione di questi docenti in «docenti per l’inclusione», non più dedicati esclusivamente agli studenti con disabilità certificata, ma anche agli alunni con bisogni educativi speciali (Bes), con una clausola di invarianza finanziaria che a parere degli interroganti lascia poche speranze per soluzioni realmente adeguate;

   oltretutto, il piano personalizzato per gli studenti con disabilità prevede da tre anni che si definisca l’ammontare di ore di sostegno e di assistente educativo culturale (Aec) per ognuno; tuttavia, il tavolo interministeriale che dovrebbe dare le relative linee guida presso il Ministero risulta fermo –:

   nell’ottica di garantire la piena copertura delle cattedre vacanti e di ridurre il fenomeno del turnover dei docenti di sostegno, quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire soluzioni strutturali alle croniche carenze dell’organico del sostegno e alla discontinuità didattica, nonché un avvio dell’imminente anno scolastico il più possibile equilibrato e agevole per insegnanti, alunni e famiglie.
(3-02161)

Ecco la risposta di Valditara: “Per la prima volta è stato possibile confermare, per la prima volta nella storia, circa 45mila docenti di sostegno entro il 31 agosto. Questo è il frutto di una misura da me fortemente voluta, quella della conferma da parte delle famiglie. Per assicurare docenti maggiormente qualificati il Governo è intervenuto nelle cause che hanno impedito la mancanza di docenti di sostegno: abbiamo aggiunto l’offerta formativa di Indire rivolta ai docenti precari. L’anticipo delle procedure di nomine e queste misure sono la prova del nostro impegno”.

Libri di testo

   MANZI, BERRUTO, IACONO, ORFINI, SPERANZA, GHIO, FERRARI, FORNARO e CASU. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   secondo le più recenti rilevazioni delle associazioni dei consumatori, rilanciate in questi giorni dalla stampa nazionale, le famiglie italiane si trovano ad affrontare un costo medio di oltre 1.300 euro, per ciascuno studente, per l’acquisto dei libri di testo, materiale scolastico e zaini in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2025/2026;

   il costo dei soli libri di testo per la scuola secondaria di primo e secondo grado può superare i 300-400 euro a studente, con variazioni anche significative a seconda della scuola e del territorio;

   a questi si sommano i costi per diari, astucci, penne, quaderni, zaini, dizionari, calcolatrici, che negli ultimi anni hanno subito aumenti anche a doppia cifra percentuale, soprattutto a causa dell’inflazione e della scarsa regolamentazione dei prezzi in questo settore;

   una recente indagine sul settore dell’editoria scolastica, avviata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, evidenzia una concentrazione del mercato editoriale, frequenti edizioni rinnovate con modifiche minime e una scarsa offerta digitale accessibile;

   le attuali misure previste a livello statale o regionale sono spesso insufficienti, non strutturali, e limitate da soglie Isee troppo basse, non rispondendo alle esigenze di una platea più ampia di famiglie che si trovano in difficoltà;

   alle spese per l’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si aggiunge l’assenza di un sistema di welfare studentesco strutturato, che possa garantire l’accesso gratuito o agevolato a servizi essenziali, come la mensa, il trasporto e le gite scolastiche, aggravando ulteriormente il carico economico a carico delle famiglie –:

   quali misure il Governo intenda adottare per garantire un effettivo sostegno al diritto allo studio, anche attraverso un’omogeneizzazione, su tutto il territorio nazionale, delle condizioni di accesso alla gratuità dei libri di testo, anche attraverso un incremento delle risorse statali destinate alla progressiva gratuità per gli studenti delle scuole secondarie.
(3-02162)

Ecco la risposta di Valditara: “Ho istituito un tavolo di lavoro. In questi anni abbiamo incrementato progressivamente con risorse del Mim lo stanziamento del fondo per l’acquisto dei libri di testo per le famiglie meno abbienti. L’approccio del Governo è serio, in discontinuità con chi pretenderebbe, impegnando 500 milioni di euro, di equiparare gli stipendi dei docenti italiani a quelli europei e rendere gratuiti i libri gratis per milioni di studenti e dotare tutte le scuole di mense. Questi annunci denotano poca attinenza alla realtà e molta demagogia. Rispondiamo con le cifre: per il 2025 abbiamo erogato 516 milioni per le mense scolastiche; con la scorsa legge di bilancio abbiamo incrementato le risorse per il comparto scuola di oltre 4,6 miliardi per il 2025; sono allo studio misure, come quella del credito di imposta per l’acquisto dei libri. Le famiglie ci stanno a cuore nel loro sforzo di accompagnamento dei figli al percorso scolastico”.

Istruzione tecnica e dispersione scolastica

   LUPI, BICCHIELLI, BRAMBILLA, CARFAGNA, CAVO, ALESSANDRO COLUCCI, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro dell’istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   l’ultimo rapporto «Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2025-2029)», pubblicato da Unioncamere, stima che nei prossimi anni «tra il 37 per cento e il 39 per cento del fabbisogno occupazionale del quinquennio riguarderà professioni per cui è richiesta una formazione terziaria (laurea, diploma Its academy o Afam), il 4 per cento profili con un diploma liceale e il 45-46 per cento personale in possesso di una formazione secondaria di secondo grado tecnico-professionale»;

   gli ultimi dati diffusi da Eurostat mostrano che il numero di neet negli Stati dell’Unione europea è diminuito di quasi 5 punti percentuali tra il 2014 e il 2024 e che, tra i membri dell’Unione, «la riduzione di gran lunga maggiore nei tassi di neet (in termini di punti percentuali) tra il 2014 e il 2024 si è registrata in Grecia (-12,5), seguita da Bulgaria (-11,3), Croazia (-11,1), Italia (-11,0) e Irlanda (-10,2)»;

   nel mese di luglio del 2024, su iniziativa del Ministro interrogato, è stata introdotta una riforma per promuovere la filiera dell’istruzione tecnico-professionale, il cosiddetto «4+2». Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell’istruzione e del merito, ad oggi sono state coinvolte nella sperimentazione 280 istituzioni scolastiche, con 395 percorsi attivati, di cui 89 nell’istruzione professionale e 306 nell’istruzione tecnica;

   il Consiglio dei ministri di giovedì 4 settembre 2025 ha approvato un decreto-legge recante «Misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026», tra cui «l’inserimento della filiera tecnologico-professionale all’interno del sistema del secondo ciclo di istruzione», concludendo la fase di sperimentazione avviata nello scorso anno e rendendo strutturale il percorso di quattro anni;

   lunedì 8 settembre 2025 il Ministro interrogato ha inaugurato un nuovo istituto tecnico gestito da Fondazione Edutecne e ospitato all’interno del Gi Group training hub, nato per iniziativa di Cooperativa la ZollaFondazione Grossman e Fondazione Mandelli RodariCooperativa sociale AslamMr Digital e Beta 80, con un primo percorso dedicato a informatica e telecomunicazioni e un secondo percorso che si concentrerà su grafica e comunicazione –:

   quali ulteriori iniziative intenda assumere per consolidare il percorso verso una formazione tecnico-professionale di qualità, ridurre la dispersione scolastica e continuare a contrastare il fenomeno dei neet.
(3-02163)

Ecco la risposta di Valditara: “Grazie alle nostre misure la dispersione scolastica è già scesa, secondo le stime Invalsi, in anticipo di cinque anni rispetto agli obiettivi per il 2030. Per conseguire questi risultati abbiamo agito con Agenda Sud, Agenda Nord, docente tutor. Si inserisce anche il potenziamento del sistema tecnico-professionale. Proprio il nostro decreto approvato nel Cdm del 4 settembre consolida la filiera. Intendiamo portare avanti una visione orientata al futuro con un percorso che si estende dalla scuola agli Its. Abbiamo anche previsto un investimento di 40 milioni per la realizzazione di campus. In una prospettiva di maggiore valorizzazione della filiera stiamo lavorando per avere maggiori risorse in Legge di Bilancio”.

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