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Organico funzionale: la montagna partorisce il topolino

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In materia di organico funzionale tutto procede come avevamo già previsto da tempo: difficile che l’organico funzionale possa davvero servire a trasformare la scuola italiana, in assenza di un investimento consistente di risorse. La conferma arriva dalle dichiarazioni rilasciate alla quotidiano La Stampa dal deputato Umberto D’Ottavio (Commissione Cultura): secondo le anticipazioni fornite dal parlamentare torinese in Piemonte dovrebbero arrivare circa 5mila assnuzioni (il 7% del totale nazionale); di queste, poco meno di 300 riguarderebbero l’organico funzionale.
Facendo un calcolo proporzionale l’organico funzionale a livello nazionale dovrebbe quindi ammontare a meno di 5mila posti, numero ben lontano dalle decine di migliaia di cui si favoleggia nel Documento sulla Buona Scuola.
D’altra parte che un organico funzionale di 300 insegnanti sia del tutto inadeguato per la scuola piemontese è molto evidente se si pensa che le Istituzioni scolastiche dell’intera regione sono più di 600.
E se anche i 300 posti riguardassero solo pimaria e infanzia basterebbero appena per assegnare un docente ad ogni circolo didattico o istituto comprensivo.
Come si possa pensare di azzerare le spese delle supplenze con un docente in più per ogni direzione didattica resta un mistero e forse non sarebbe male se dal Minstero iniziassero a fornire qualche spiegazioni (ammesso che negli uffici di Viale Trastevere stiano pensando seriamente alla questione).
Ma i problemi non si fermano qui: D’Ottavio fa anche osservare che nella scuola secondaria l’organico funzionale non può riguardare la singola scuola ma deve necessariamente avere una dimensione territoriale piuttosto ampia ed essere prefigurato a livello di rete.
Assegnare ad una singola scuola un insegnante in più di matematica, per esempio, servirebbe a poco perchè per attribuire supplenze in  tutte le altre discipline bisognerebbe continuare a ricorrere alle graduatorie di istituto.
Insomma, sta finalmente emergendo quello che la nostra testata ha sostenuto fin dal’inizio: l’organico funzionale è certamente una bella idea, ma se non è adeguatamente finanziato rischia di rimanere un semplice slogan.