Home Archivio storico 1998-2013 TFA Speciali (Pas) PAS, altro che costi sociali: nel Lazio servono 2mila euro!

PAS, altro che costi sociali: nel Lazio servono 2mila euro!

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Altro che costi sociali: i PAS costeranno ad ogni corsista 2mila euro. L’importo, che disattende le richieste dei sindacati di limitare a non più di 1.000 euro le spese dei candidati all’abilitazione, è stato fornito da una nota dell’Usr del Lazio, il primo Ufficio scolastico regionale a pubblicare l’entità dei costi di iscrizione ai percorsi formativi abilitanti: sul sito dell’Usr è apparsa una nota congiunta (redatta dal Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio e dallo stesso Usr laziale) che indica ad “ogni corsista, ammesso ai Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) per la scuola secondaria di I e di II grado” quali sono gli atenei laziali che “hanno comunicato la disponibilità ad attivare il PAS relativo alla classe di abilitazione di interesse”.
Dopo aver invitato “i corsisti a indicare (entro e non oltre le ore 24 di domenica 22 dicembre 2013) la sede di frequenza preferita precisando fino a tre opzioni in ordine di priorità”, l’Usr ha comunicato la spesa che ognuno di loro dovrà affrontare: “a copertura delle spese per l’erogazione dell’offerta formativa delle singole classi di abilitazione, gli Atenei del Lazio hanno fissato una tassa di iscrizione pari a euro 2000”.
Si tratta di una cifra che, francamente, non può essere davvero affiancata ad un costo sociale. Visto che è quasi pari a quella richiesta per svolgere i Tfa ordinari. E non è detto che nei prossimi giorni possa anche essere incrementata: in altre regioni, infatti, gli organizzatori potrebbero optare per un importo maggiore. Una decisione, tra l’altro, che contrasterebbe con le indicazioni forniti dagli stessi Uffici scolastici regionali, che nelle ultime settimane avevano dato indicazioni agli atenei anche per “ottimizzare le risorse”, quindi per ridurre i costi nei tutt’altro che residuali casi di classi di concorso con pochi iscritti: in questi casi le lezioni si sarebbero dovute svolgere in modalità e-learning. Peccato che il risparmio non inciderà sui soldi chiesti ai candidati. L’unica consolazione è che le spese affrontate per svolgere i PAS potranno essere detraibili fiscalmente.
Oltre quello dei costi ci sono anche altre informazioni che non faranno piacere a diversi candidati ai PAS. Sempre l’Ufficio scolastico regionale del Lazio ha tenuto a sottolineare che “per quanto riguarda i corsisti ammessi ai PAS per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, al momento nessuna delle Università del Lazio ha comunicato la disponibilità all’attivazione dei corsi”. Lo stesso vale per Veneto e Piemonte, che hanno già dichiarato la non disponibilità degli atenei. La situazione è  critica. Tanto è vero che i sindacati, in particolare Flc-Cgil e Snals, hanno chiesto pubblicamente, proprio per le scuole dell’infanzia e primaria, oltre che per l’Afam, di cercare una soluzione per attivarsi anche per far partire questi ordini di corsi. L’Anief ha fatto sapere, dopo un incontro tenuto con l’amministrazione il 6 dicembre, che il Miur ha “confermato l’indisponibilità di molte università ad attivare i Pas per infanzia e primaria, ragion per cui sta valutando l’offerta formativa di alcune università private e/o telematiche”.
Insomma, l’organizzazione dei PAS in diversi casi è ancora in alto mare. Mentre per il Miur i corsi sarebbero dovuti già essere ai nastri di partenza.
 
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