Spesso si confonde il PEI (Piano Educativo Individualizzato) con il PDP, Piano Didattico Personalizzato. Quest’ultimo documento, come regolamentato dal D.M. 5669/2011, è previsto per gli studenti che presentano disturbi dell’apprendimento (DSA), come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, non studenti con disabilità.
Il Piano Didattico Personalizzato indica gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate. Chi lo compila? Il Consiglio di Classe.
Il documento di formalizzazione dei percorsi didattici (che può acquisire la forma del PDP), come riportato nelle Linee Guida relative alla didattica per DSA, deve essere predisposto dalla scuola entro il primo trimestre scolastico. Il PDP deve contenere almeno le seguenti voci, articolate per le discipline coinvolte dal disturbo:
1. Dati anagrafici dell’alunno.
2. Tipologia di disturbo.
3. Attività didattiche individualizzate.
4. Attività didattiche personalizzate.
5. Strumenti compensativi utilizzati.
6. Misure dispensative adottate.
7. Forme di verifica e valutazione personalizzate. Sulla base di tale documentazione, nei limiti della normativa vigente, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine Ciclo.
La compilazione del PDP, o della documentazione dei percorsi didattici, coinvolge diversi soggetti:
• L’Istituzione scolastica: la scuola è responsabile di predisporre la documentazione nelle forme ritenute idonee.
• I Docenti: ogni docente, in collaborazione con i colleghi della classe, procede alla documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati previsti. La competenza sul PDP deve permeare tutto il corpo docente di ogni classe per garantire una programmazione partecipata e non delegata.
• Il dirigente scolastico: il dirigente definisce, su proposta del Collegio dei Docenti, le idonee modalità di documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati e ne coordina l’elaborazione e le modalità di revisione.
• La famiglia: il raccordo con la famiglia è fondamentale nella predisposizione della documentazione. La famiglia è chiamata a condividere le linee elaborate e a formalizzare con la scuola un patto educativo/formativo che autorizzi tutti i docenti del Consiglio di Classe ad applicare gli strumenti compensativi e le strategie dispensative ritenute idonee. La famiglia può inoltre comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici.